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Alessandra Manuli (Hedge Invest): “Investiamo nell’Italia che riparte”

Stefano Caratelli
·4 minuto per la lettura
Alessandra Manuli (Hedge Invest): “Investiamo nell’Italia che riparte”
Alessandra Manuli (Hedge Invest): “Investiamo nell’Italia che riparte”

HI Algebris Italia ELTIF ha selezionato 5 aziende per i suoi primi investimenti offrendo ai risparmiatori la possibilità di contribuire alla ripartenza post-pandemia

Quando fu presentato a giugno del 2020 il Recovery Fund era ancora un’idea lanciata dai leader europei, ma sul campo la Hedge Invest guidata da Alessandra Manuli e l’Algebris Investments di Davide Serra stavano già concretizzando la possibilità di offrire al risparmio degli italiani di puntare sulla ripartenza post-pandemia, investendo nell’economia reale fatta di piccole e medie imprese ben posizionate e contribuire alla crescita nel nuovo contesto guidato dalla digitalizzazione, dai servizi sanitari, dalla riqualificazione urbana e energetica e nelle nuove tecnologie per l’industria. Oggi il nuovo strumento di investimento, HI Algebris Italia Eltif, sigla che sta per European Long Term Investment Fund, annuncia cinque tra i suoi primi investimenti che declinano nei nomi di aziende concrete l’ispirazione strategica annunciata allora.

QUASI UN’ANTICIPAZIONE DEL RECOVERY

Si tratta, secondo quanto Financialounge.com ha appreso, di Alkemy, quotata sul Segmento STAR di Borsa Italiana e leader nella trasformazione digitale, della matricola dell’AIM Azienda Bresciana Petroli Nocivelli, leader di settore nella realizzazione e gestione di strutture sanitarie e ospedaliere, Carraro, noto nome industriale globale nei sistemi di trasmissione per trattori e fuoristrada, di Casasold, altra matricola dell’AIM che investe nella ristrutturazione di vecchi appartamenti, e di LUVE, quotata sul segmento MTA, che progetta e produce prodotti per la refrigerazione e il condizionamento. Nomi e settori che potrebbero essere usati per ‘mappare’ quelle che potrebbero essere le aree di intervento del Recovery Plan italiano, che il governo di Mario Draghi sta mettendo a fuoco con il ministro del Tesoro Franco e i suoi tecnici.

DNA INDUSTRIALE E VOCAZIONE FINANZIARIA

E infatti Alessandra Manuli, la manager che interpreta sia il Dna industriale della storica famiglia imprenditoriale italiana di cui porta il nome sia la grande vocazione finanziaria con la Hedge Invest che guida insieme alla sorella Elisabetta nel ruolo di vicepresidente, ha aderito a Hope, il nuovo fondo che si propone di convogliare anche il risparmio degli italiani negli investimenti che saranno realizzati con il contributo europeo proprio dal Recovery Plan. “Si va verso una democratizzazione di modalità di investimento che erano esclusive del private equity e del private debt”, spiega Alessandra Manuli in una conversazione in esclusiva con Financialounge.com: “credo che sia molto positivo operare per far allungare l’orizzonte temporale di investimento anche al grande popolo dei risparmiatori”.

ALLUNGARE L’ORIZZONTE DEI RISPARMIATORI

Oggi si parla molto della grande quantità di risparmi che restano parcheggiati forse anche per il timore di entrare nel territorio complesso del mercato finanziario. Manuli spiega che spesso i risparmiatori sono frenati da esperienze negative causate da un timing negativo di ingresso e soprattutto da un orizzonte di breve periodo. Per questo si dice convinta che vada allungato l’orizzonte temporale anche per questi investitori. Ma aggiunge che è molto importante anche la formazione e l’informazione. L’approccio di Alessandra Manuli rientra nell’alveo del movimento globale della ‘democratizzazione’ finanziaria, vale a dire rendere accessibili anche ai piccoli risparmiatori tipologie di investimento un tempo riservate a istituzionali o grandi patrimoni.

UNA NUOVA FRONTIERA

È una frontiera che è stata aperta da diversi anni con l’avvento degli ETF, e che ora si sta estendendo anche ai fondi chiusi e al private equity, e che apre alla possibilità di impiegare i risparmi non solo in asset esclusivamente finanziari, come le azioni, ma anche ai cosiddetti ‘asset reali’. “Noi ci crediamo”, dice Alessandra Manuli a Financialounge.com, “anche perché l’economia reale permette rendimenti più interessanti nel medio-termine”. Certo, l’investitore deve abituarsi a un sottostante meno liquido, con un orizzonte temporale corretto, stando attenti a non sovra-investire con il rischio di rimanere senza liquidità in caso di necessità.

TANTE IPO IN ARRIVO SULL’AIM

Alessandra Manuli è fiduciosa sulle possibilità che verranno aperte dal Recovery Plan italiano, perché “andrà a direzionare le risorse verso quei settori dove le prospettive di crescita sono più interessanti”. Un esempio sono proprio gli Eltif Pir alternativi come quello lanciato tra i primi da Hedge Invest in collaborazione con Algebris, con l’obiettivo appunto di investire in aziende italiane con capitalizzazione inferiore ai 500 milioni quotate o quotande. Un tipo di investimento che guarda alle tante IPO previste sull’AIM quest’anno, di cui molte saranno di aziende della green economy e proiettate nella digitalizzazione, e quindi anche in linea con il Recovery Fund.

MESSAGGIO DI OTTIMISMO SUL FUTURO

Alessandra Manuli sottolinea come IPO di qualità siano cruciali per avvicinare gli investitori piccoli e grandi al mercato italiano, che comunque registra un forte interesse dall’estero. Il Recovery Fund darà ulteriore appeal e l’affidabilità garantita da Mario Draghi assicurerà che i soldi verranno investiti bene. Ciò che conta, sottolinea in conclusione Alessandra Manuli, è l’impatto sull’economia reale, e osserva che gli stimoli fiscali che stanno adottando i governi di molti paesi sono interventi più democratici, rispetto alle misure di politica monetaria, in quanto si fanno sentire direttamente su consumatori e imprese. Alessandra Manuli lancia un messaggio di ottimismo sul futuro: “crediamo che l’economia possa riprendersi bene”.