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Alfonso Celotto: "Nella P.A. non basta assumere, prendi pesci che non hanno mai nuotato"

·Business editor L'Huffington Post
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Alfonso Celotto (Photo: ..)
Alfonso Celotto (Photo: ..)

Professore Alfonso Celotto, il Governo lavora alle norme sulle assunzioni nella Pubblica Amministrazione per il Recovery. Basta fare entrare migliaia di persone per spendere 248 miliardi velocemente e bene?

Avere a disposizione nuovo personale è imprescindibile. Abbiamo una Pubblica amministrazione impoverita da assunzioni bloccate per trent’anni, ma anche da spending review e tagli. Prendere nuove competenze, soprattutto in capo ai giovani, può favorire l’efficienza, ma non bisogna fermarsi al concorso.

Alfonso Celotto è professore di Diritto costituzionale all’università Roma Tre di Roma. È stato capo di gabinetto e capo dell’ufficio legislativo dei ministri Bonino, Calderoli, Tremonti, Barca, Trigilia e Guidi.

Insomma, il travaso automatico del nuovo nel vecchio non garantisce la buona riuscita dell’operazione efficienza nella Pa. Qual è il passo successivo?

La formazione. Le migliaia di giovani che arriveranno nella Pa non vanno solo assunte, ma qualificate per le funzioni che dovranno svolgere. La logica deve essere un po’ quella che anima il dibattito nelle università: noi facciamo studiare giurisprudenza agli studenti, ma questa formazione deve tenere conto del dopo, altrimenti non sapranno fare un ricorso o leggere una sentenza.

Immaginiamo il percorso di un neo assunto nella Pa, un ingegnere gestionale di 30 anni. Supera il concorso, viene assunto, entra in un ministero o dentro a un Comune e inizia a lavorare a un progetto del Recovery. Chi lo forma?

Bisognerà formare i giovani che saranno interessati dalle nuove assunzioni prima di iniziare a farli lavorare perché - per usare una metafora - sono pesci che non hanno mai nuotato. Una soluzione può essere il corso-concorso, così come è stato fatto per i dirigenti della Scuola nazionale dell’Amministrazione. Io, Stato, non solo ti assumo, ma ti faccio fare un pezzo di corso p...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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