Italia markets open in 6 hours 47 minutes
  • Dow Jones

    29.225,61
    -458,13 (-1,54%)
     
  • Nasdaq

    10.737,51
    -314,13 (-2,84%)
     
  • Nikkei 225

    26.422,05
    0,00 (0,00%)
     
  • EUR/USD

    0,9830
    +0,0011 (+0,11%)
     
  • BTC-EUR

    19.897,62
    -75,30 (-0,38%)
     
  • CMC Crypto 200

    446,29
    +0,31 (+0,07%)
     
  • HANG SENG

    17.165,87
    -85,01 (-0,49%)
     
  • S&P 500

    3.640,47
    -78,57 (-2,11%)
     

Algerino di 33 anni si toglie la vita in carcere: le motivazioni

33enne suicidio carcere
33enne suicidio carcere

Ancora un altro suicidio è avvenuto nelle carceri italiane. Questa volta è successo nell’istituto penitenziario di Secondigliano di Napoli dove un uomo di 33 anni di origini algerine, Dardou Garrdon, si è tolto la vita cingendosi un lenzuolo al collo.

Stando a quanto  si apprende da “Il riformista” che ha riportato il racconto fatto dal garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, l’uomo avrebbe chiesto di essere trasferito per potersi avvicinare alla famiglia, ciò purtroppo non gli è stato concesso e, anzi, è stato allontanato ancora di più. Da qui il folle gesto che ha messo fine alla sua giovanissima vita.

33enne si suicida in carcere: era quasi arrivato alla fine della pena

Il detenuto aveva compiuto 33 anni solo lo scorso 7 agosto. La sua pena sarebbe terminata ad agosto 2023 dopo 5 anni dall’arresto avvenuto il 7 agosto del 2018. La famiglia di Dardou viveva a Marsiglia. L’enorme distanza tra la Francia e la Campania era impossibile da colmare. A completare il quadro il fatto che parlasse pochissimo l’italiano, un aspetto non trascurabile che ci aiuta a comprendere una volta di più questa storia fatta di solitudine.

La richiesta del garante dei detenuti e il trasferimento a Secondigliano

Il garante dei detenuti campano Ciambriello con una lettera si era rivolto al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Carlo Renoldi e Gianfranco De Gesu, direttore dell’Ufficio Detenuti e Trattamento dell’Amministrazione penitenziaria al fine di portare all’attenzione il grande stato di sofferenza nel quale versava il detenuto.

Prima di togliersi la vita, il 33enne algerino aveva, in passato, cercato di uccidersi ben tre volte in pochi giorni: “Mi sono confrontato con il Direttore del carcere di Benevento, che è favorevole a tale trasferimento anche perché si tratta di un detenuto con fine pena il 5 agosto 2023. Vi chiedo di considerare, quanto prima possibile, tale richiesta”, aveva scritto. 

Il colpo di grazia è arrivato lo scorso maggio quando da Benevento è stato trasferito a Secondigliano dove è poi morto. La motivazione arrivata con la comunicazione di risposta erano “esigenze di istituto”. “In data 6 maggio il competente Ufficio di questa Direzione Generale ha invitato la Direzione della Casa Circondariale di Benevento a comunicare al detenuto il mancato accoglimento delle sue istanze di trasferimento per mancanza di motivazioni”, si legge. Un dolore forte che alla fine ha prevalso.