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Alimenti, Efsa: biossido di titanio non più sicuro come additivo

·2 minuto per la lettura

"Il biossido di titanio non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare". Lo annuncia l'Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha aggiornato la valutazione sul composto (E171) a seguito di una richiesta della Commissione europea del marzo 2020. La nuova valutazione - spiega l'ente - ha rivisto i risultati della precedente valutazione Efsa pubblicata nel 2016, che aveva evidenziato la necessità di ulteriori ricerche per colmare alcune lacune nei dati. Il timore è quello di non poter garantire per il biossido di titanio l'assenza di genotossicità, ossia la capacità di una sostanza chimica di danneggiare il Dna delle cellule. Un'azione può avere effetti cancerogeni.

"Tenuto conto di tutti gli studi e i dati scientifici disponibili - afferma Maged Younes, presidente del panel di esperti Efsa sugli additivi e aromatizzanti alimentari (Faf) - il gruppo scientifico ha concluso che il biossido di titanio non può più essere considerato sicuro come additivo alimentare. Un elemento fondamentale per giungere a tale conclusione è che non abbiamo potuto escludere timori in termini di genotossicità, connessi all'ingestione di particelle di biossido di titanio. Dopo l'ingestione l'assorbimento di particelle di biossido di titanio è basso, tuttavia esse possono accumularsi nell'organismo umano".

"La valutazione è stata condotta seguendo una metodologia rigorosa - spiega l'Authority - e prendendo in considerazione diverse migliaia di studi emersi dopo la precedente valutazione dell'Efsa del 2016, comprese nuove evidenze scientifiche e dati sulle nanoparticelle. I nostri esperti scientifici hanno applicato per la prima volta la guida del comitato scientifico Efsa del 2018 sulle nanotecnologie alla valutazione della sicurezza degli additivi alimentari. Il biossido di titanio contiene al massimo il 50% di particelle della gamma nano (cioè meno di 100 nanometri) a cui i consumatori potrebbero essere esposti".

"Anche se le evidenze di effetti tossici in genere non sono state conclusive - precisa Matthew Wright, membro del panel Faf e presidente del gruppo di lavoro Efda sull'E171 - sulla scorta di nuovi dati e metodi ancora più solidi non abbiamo potuto escludere timori di genotossicità e, di conseguenza, non abbiamo potuto stabilire un livello di sicurezza per l'assunzione quotidiana di questo additivo alimentare".

I gestori del rischio presso la Commissione europea e gli Stati membri dell'Ue sono stati informati delle conclusioni dell'Efsa - si legge in una nota - e rifletteranno sulle misure appropriate da assumere per garantire la tutela dei consumatori.

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