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Allarme clima: "Verso aumento globale temperatura di 3,2°"

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Gli attuali impegni dei Paesi ci mettono sulla buona strada per un aumento globale della temperatura di 3,2°C. Se si vuole limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5°C ed evitare le conseguenze più disastrose dei cambiamenti climatici, le emissioni globali di gas a effetto serra devono diminuire del 7,6% ogni anno dal 2020 al 2030 e gli 'Ndc' (Nationally Determined Contributions, ovvero i contributi determinati a livello nazionale, cioè gli obiettivi sul clima che ogni cinque anni i paesi devono fissare per raggiungere l'obiettivo dell'accordo di Parigi) devono essere aumentati di almeno cinque volte. E' l'allarme lanciato dall'Unep nel rapporto "Emissions Gap Report" secondo il quale le attuali azioni per il clima dei governi sono ben lontane dal rispettare l’Accordo di Parigi.  

Secondo il rapporto, le emissioni di gas serra sono aumentate dell'1,5 per cento all'anno nell'ultimo decennio, nonostante i numerosi avvertimenti e l'aumento dell'azione e della consapevolezza sul clima. Nel 2018, le emissioni totali, comprese quelle legate all’agricoltura, hanno raggiunto 55,3 gigatonnellate di CO2 equivalente. Allo stato attuale, ci si aspetta che le temperature aumentino fino a 3,4-3,9°C in questo secolo, con conseguenti impatti climatici di ampia portata e distruttivi. Per ottenere i tagli necessari, i livelli di ambizione dei Nationally Determined Contributions (i contributi determinati a livello nazionale, ovvero gli obiettivi sul clima che ogni cinque anni i paesi devono fissare per raggiungere l'obiettivo dell'accordo di Parigi) devono essere all'incirca triplicati per l'obiettivo dei 2°C e aumentati di almeno cinque volte per l'obiettivo di 1,5°C.  

I paesi del G20, ricorda l'Unep, rappresentano collettivamente il 78% di tutte le emissioni, ma sette di essi non hanno ancora messo in atto politiche per raggiungere gli attuali Ndc e 15 non si sono impegnati con una timeline a raggiungere le zero emissioni entro il 2050. I paesi devono pertanto aumentare i loro Ndc nel corso del 2020 e implementarli con relative politiche e strategie: ogni anno di ritardo oltre il 2020 comporta la necessità di tagli più rapidi, che diventano sempre più costosi, improbabili e poco pratici. I ritardi, inoltre, renderanno rapidamente irraggiungibile l'obiettivo di 1,5°C. I cambiamenti climatici, sottolinea l'Unep, possono ancora essere limitati ai 1,5°C, ma farlo richiederà un grande sforzo e impegno da parte di ogni nazione del pianeta. Nel prossimo decennio dovranno essere realizzate importanti trasformazioni sociali ed economiche per compensare l'inazione del passato, compresa la rapida decarbonizzazione dei settori dell'energia, dell'edilizia e dei trasporti. 

Le energie rinnovabili e l'efficienza energetica sono gli ingredienti chiave di una transizione energetica. Il passaggio alle energie rinnovabili potrebbe ridurre le emissioni di CO2 del settore energetico di 8,1 Gt di CO2 nel 2050. L'elettrificazione del calore e dell'efficienza energetica nel settore edilizio può ridurre le sue emissioni di CO2 di 2,1 GtCO2. L'elettrificazione dei trasporti potrebbe ridurre le emissioni di CO2 del settore del 72% entro il 2050 (6,1 GtCO2). Tuttavia, continua il rapporto dell'Unep, questa transizione richiederà investimenti sul lato dell'offerta di 1,6-3,8 trilioni di dollari all'anno dal 2020-2050, a seconda della rapidità con cui si intensificano gli sforzi per l’efficienza energetica e la conservazione. L'uso più efficiente di materiali come il ferro, l'acciaio e il cemento offre un’opportunità complementare per la trasformazione del sistema energetico. Nel 2015, la produzione di materiali pesanti ha causato emissioni di circa 11,5 gigatonnellate di CO2 equivalente.