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Allarme Italia su riforma Mes può essere esagerato

di Jan Strupczewski e Gavin Jones

di Jan Strupczewski e Gavin Jones

BRXELLES/ROMA (Reuters) - La riforma sul fondo di salvataggio della zona euro, noto come Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) ha causato una tempesta politica in Italia.

I principali partiti di governo e dell'opposizione, così come la Banca d'Italia, sostengono che la riforma possa impattare sulla fiducia del mercato nel debito pubblico italiano e rendere più probabile una ristrutturazione del debito o addirittura un default.

Di seguito alcune domande e risposte sulla riforma:


QUAL È L'OBIETTIVO DELLA RIFORMA?

Il ruolo del Mes viene ampliato per includere il sostegno al Fondo di Risoluzione Unico per le banche nel caso in cui quest'ultimo non abbia fondi a sufficienza per affrontare crisi bancarie di ampia portata.

Nell'ambito della riforma, il Fondo valuterebbe la capacità di un governo di rimborsare i prestiti in caso di salvataggio e, se richiesta dai governi, fungerebbe da mediatore con gli investitori in caso di ristrutturazione del debito.

Inoltre, a partire dal 2022, obbligherebbe i paesi ad emettere bond ai quali sono connesse alcune condizioni, note come "single-limb collective action clauses (CAC)", che faciliterebbero la ristrutturazione del debito.


RENDE PIÙ PROBABILE LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO?

L'introduzione del 'single-limb CAC' su tutti i bond della zona euro contribuirà a prevenire l'azione di blocco degli investitori che si oppongono a una ristrutturazione del debito per ottenere un accordo migliore. Questo porterebbe a una ristrutturazione più ordinata e prevedibile, ma non per questo più probabile.

"Ci sono evidenze - a cui abbiamo prestato molta attenzione - secondo cui l'introduzione di queste clausole non hanno alcun impatto negativo sui mercati obbligazionari", ha detto il numero uno dell'ESM Klaus Regling.

Né il ruolo del Mes di mediatore in caso di ristrutturazione del debito renderebbe un tale evento più probabile. Il Mes può intervenire solamente su richiesta del governo e su base "informale, non vincolante, temporanea e riservata", secondo la modifica proposta.

Alcuni critici italiani sostengono che il solo fatto che si parli di una ristrutturazione del debito detenuto dagli investitori privati - il cosiddetto 'Private Sector Involvement' - possa scatenare il panico sul mercato. Il trattato sul Mes contiene un paragrafo in cui si legge:

"In casi eccezionali sarà presa in considerazione una forma adeguata e proporzionata di partecipazione del settore privato, conformemente alla prassi dell'Fmi, nei casi in cui il sostegno alla stabilità sia accompagnato da una condizionalità sotto forma di un programma di aggiustamento macroeconomico"

Questo tuttavia esiste dal 2012 e non ha prodotto alcun panico sul mercato.


PERCHE' L'ITALIA E' PREOCCUPATA

Parte del putiferio potrebbe essere opportunismo politico per attaccare il governo. Matteo Salvini, leader della Lega, ha dichiarato che approvare la riforma "significherebbe rovinare milioni di italiani e la fine della sovranità nazionale".

La Lega afferma che la riforma comporta che l'Italia potrà ottenere fondi dal Mes solo se concorda una ristrutturazione del suo debito. La riforma non comporta questa condizione in modo automatico.

Tuttavia anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, l'ABI e alcuni importanti economisti italiani hanno manifestato timori.

Visco ha lanciato un allarme sul possibile effetto psicologico sui mercati di un qualsiasi meccanismo di ristrutturazione del debito. "Questo potrebbe portare a una perversa spirale di aspettative di default", ha detto in un discorso la scorsa settimana.

Giampaolo Galli, ex capo economista di Confindustria, ha avvertito il Parlamento che rendere "troppo facile" la ristrutturazione del debito potrebbe avere "effetti contagio molto negativi sull'intera zona euro".

La ristrutturazione del debito è un tema particolarmente sensibile in Italia. Il debito pubblico italiano, pari a circa il 135% del Pil, è in proporzione il più alto della zona euro dopo quello della Grecia e la sua sostenibilità spesso è oggetto di dibattito nei momenti in cui i rendimenti dei titoli stato salgono.


QUANDO LA RIFORMA ENTRERA' IN VIGORE?

La riforma del Mes ha ricevuto un ampio consenso politico a giugno e dovrebbe essere appoggiata dai leader della zona euro nel summit previsto a dicembre. Il trattato aggiornato sul Mes deve essere ratificato dai parlamenti di tutti e 19 paesi della zona euro, cosa che richiederà probabilmente un anno.


PERCHE' ALLARMARSI ORA?

L'Italia si è accorta che i governi della zona euro firmeranno la riforma il mese prossimo e questo significa che è rimasto poco tempo per bloccarla o modificarla. In aggiunta la Lega, ora all'opposizione, può capitalizzare consenso politico attaccando il governo sulla riforma. La Lega è stata al potere fino allo scorso agosto quando ha poi abbandonato la coalizione.


PUO' L'ITALIA OPPORE UN VETO ALLA RIFORMA?

Come per ogni modifica del trattato, la riforma del Mes richiede l'unanimità e quindi Roma può porre il veto, anche se l'ha approvata a giugno. Ma questo significherebbe anche un rifiuto del ruolo del Mes come backstop per il Fondo di Risoluzione delle banche, cosa che invece che l'Italia vuole.


PUO' PORTARE A UNA PIÙ AMPIA RIFORMA DELLA ZONA EURO?

Poiché la riforma del Mes fa parte di un pacchetto più ampio di misure per una più profonda integrazione della zona euro, la reticenza italiana sulle modifiche al Mes potrebbe essere collegata alla discussione parallela sulla stabilizzazione delle banche dell'eurozona, limitando la loro esposizione verso il debito pubblico di un solo paese e introducendo ponderazioni di rischio al debito sovrano.

Questo è un problema per Roma, perché la maggior parte del debito sovrano italiano, il più grande d'Europa in termini assoluti, è detenuto da istituzioni finanziarie e famiglie a livello domestico.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato che approverà la riforma del Mes solo come parte di un "pacchetto globale".