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Allarme rosso per le banche italiane

Allarme rosso per le banche italiane

Il ministro dell'Economia, il governatore di Bankitalia, gli amministratori delegati di Unicredit e Intesa SanPaolo, il presidente e l'ad di Cassa Depositi e Prestiti. I nomi presenti all'incontro organizzato questa mattina a Palazzo Chigi danno l'idea dell'emergenza che sta investendo il settore bancario. Siamo a un passaggio cruciale, destinato ad avere ricadute pesanti sulla vita quotidiana di imprese e aziende.

Nuovo crollo in Borsa
Piazza Affari ha vissuto un'altra giornata di autentica passione, chiudendo la seduta in calo del 3,02%. Da inizio anno il listino milanese è stato tra i peggiori al mondo, avendo lasciato sul terreno un quinto del suo valore e il calo è addirittura superiore al 37% se si considera l'indice di settore Ftse Italia Banche. Del resto anche oggi i ribassi maggiori hanno riguardato i titoli del credito, con il Banco Popolare (chiamato a un aumento di capitale da 1 miliardo di euro) e Banca Mps che hanno toccato nuovi minimi storici e tutto il mondo delle popolari investito da pesanti ordini di vendita.

In cerca di una via d'uscita
L'incontro di cui si è detto all'inizio è conseguente alla stessa ragione che ha prodotto i crolli di Borsa. Da diverse ore, infatti, sul mercato si è diffusa la voce che la vigilanza bancaria europea sta spingendo perché gli istituti italiani smaltiscano rapidamente le sofferenze che hanno in pancia. Una prospettiva nefasta perché significa contabilizzare in un solo esercizio pesanti perdite, e in sostanza mettere in cantiere una nuova tornata di aumenti di capitale.
Così il Governo e i principali operatori del settore sono alla ricerca di una via d'uscita, magari con l'intervento di Cassa Depositi e Prestiti, il cui capitale è all'80% nelle mani del Tesoro, ma che ufficialmente non rientra nel perimetro della Pubblica Amministrazione. Dunque un suo intervento in merito non sarebbe configurabile come aiuto di Stato.
I prossimi giorni saranno decisivi nella consapevolezza che, senza una ripresa delle banche, non potrà esservi una vera ripresa dell'economia nazionale. I Paesi europei che per primi sono usciti dalla crisi, infatti, sono quelli che per primi hanno messo in sicurezza le banche, già diverso tempo fa.