Italia Markets open in 3 hrs 47 mins

Allarme suolo, risorsa non rinnovabile e non protetta -3-

BOL

Roma, 27 gen. (askanews) - "Il suolo e soprattutto un suolo fertile e in salute, è una risorsa, per altro non rinnovabile, imprescindibile per la vita di buona parte degli esseri viventi del pianeta" dichiara Francesco Ubertini, Rettore Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. "La Bioeconomia, ossia la produzione agro-forestale e i servizi ecosistemici, la produzione di cibo ma anche di bioprodotti e biocombustibili, dipende in maniera determinante da un suolo fertile. Ma la pressione antropica esercitata sui suoli e la crescente perdita di materia organica compongono una minaccia per la sicurezza alimentare in varie aree del mondo. C'è dunque bisogno di invertire la rotta, favorendo l'apporto di materia organica nel suolo e la sua assimilazione e, nel contempo, un suo uso più sostenibile e sapiente. Questo richiede ricerca ed innovazione ma anche formazione ed informazione, e questo sarà l'apporto garantito dalle università in questa nuova azione strategica". La rivoluzione di una bioeconomia basata sui territori non solo può rappresentare un'opportunità per la rigenerazione dei suoli, ma anche per l'economia europea, attraverso lo sviluppo di un'impiantistica adeguata, la messa in campo di processi biochimici, fisici e biotecnologici per trasformare scarti in prodotti, e la creazione di nuovi posti di lavoro. Uno studio dello European Compost Network indica che già oggi la raccolta e il trattamento dei rifiuti organici genera 23mila posti di lavoro. Se il 100% dell'organico fosse correttamente trattato, si potrebbero aggiungere ulteriori 52mila posti di lavoro in area rurale e 16mila in area urbana. In Italia, se la raccolta differenziata dell'umido fosse estesa a tutti i Comuni, l'occupazione potrebbe crescere dagli attuali circa 9.900 posti di lavoro e 1.8 Mld € di fatturato a 13.000 addetti e 2,4 Mld €.