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Allarme terapie intensive: 10 Regioni "ad alto rischio"

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(AP Photo/Luca Bruno)
(AP Photo/Luca Bruno)

E' allerta per la tenuta delle terapie intensive, di fronte al record di contagi in Italia. Nel monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss, relativo al periodo 5-11 ottobre, si definisce "alto" il rischio per 10 Regioni: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta. Ciò significa che in questi territori c’è una probabilità da alta a massima di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese. Le regioni segnalate col livello più alto di rischio per questo parametro sono Lombardia e Liguria. Al momento, i posti occupati in terapia intensiva sono 638.

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L'appello di Arcuri

"In questi mesi alle Regioni abbiamo inviato 3.059 ventilatori polmonari per le terapie intensive, 1.429 per le subintensive. Prima del Covid le terapie intensive erano 5.179 e ora ne risultano attive 6.628 ma, in base ai dispositivi forniti, dovevamo averne altre 1.600 che sono già nelle disponibilità delle singole regioni ma non sono ancora attive - spiega il commissario Domenico Arcuri, chiedendo a gran voce alle regioni di attivarle - Abbiamo altri 1.500 ventilatori disponibili, ma prima di distribuirli vorremmo vedere attivati i 1.600 posti letto di terapia intensiva per cui abbiamo già inviato i ventilatori".

Uno degli esempi riguarderebbe la Campania, che ha disposto le ordinanze più restrittive: prima del Covid aveva 335 posti letto di terapia intensiva. Il governo ha inviato 231 ventilatori per le terapie intensive e 167 per le sub intensive. Oggi risultano attivati 433 posti, ma dovrebbero invece essere 566.

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