Italia markets closed
  • Dow Jones

    34.845,04
    +586,72 (+1,71%)
     
  • Nasdaq

    15.067,06
    +170,21 (+1,14%)
     
  • Nikkei 225

    29.639,40
    -200,31 (-0,67%)
     
  • EUR/USD

    1,1748
    +0,0052 (+0,45%)
     
  • BTC-EUR

    38.025,33
    +375,56 (+1,00%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.120,41
    +11,49 (+1,04%)
     
  • HANG SENG

    24.510,98
    +289,44 (+1,19%)
     
  • S&P 500

    4.461,16
    +65,52 (+1,49%)
     

AllianceBernstein: la nuova frontiera delle obbligazioni ESG è High Yield

·3 minuto per la lettura
AllianceBernstein: la nuova frontiera delle obbligazioni ESG è High Yield
AllianceBernstein: la nuova frontiera delle obbligazioni ESG è High Yield

AllianceBernstein spiega le potenzialità di una struttura relativamente nuova, basata su traguardi, che permette di emettere obbligazioni legate a specifici obiettivi di miglioramento ESG a livello aziendale

Le emissioni di debito collegate a temi ambientali, sociali e di governance, che vanno sotto l’ombrello dell’acronimo ESG, sono diventate molto popolari sul mercato delle obbligazioni investment grade, ma è giunto il momento che anche gli emittenti high yield si uniscano al trend. Per gli investitori, questo creerà nuove opportunità e sfide sul piano analitico. Lo sostengono in un commento Shawn Keegan e Salima Lamdouar, Portfolio Manager–Credit, e Jackie Pincus, Portfolio Manager–High Yield, tutti di AllianceBernstein, sottolineando che il debito legato a temi ESG è passato da appena 243 milioni di dollari di green bond emessi complessivamente a marzo 2016 ai 1.800 miliardi di dollari di collocamenti di obbligazioni appartenenti a un ampio spettro di strutture “verdi” e legate ad altri temi ESG al 30 marzo 2021

OLTRE LE EMISSIONI INVESTMENT GRADE

Finora però, fanno notare gli esperti di AllianceBernstein, gli emittenti sono state per lo più società con rating investment grade, anche perché il lancio di un green bond, social bond o sustainability bond basato su uno specifico progetto richiede un’iniziativa di notevoli dimensioni. Per queste categorie, le imprese devono identificare un progetto specifico abbastanza grande da giustificare un’emissione obbligazionaria dedicata. Ma non è un buon motivo per cui le piccole e medie imprese emittenti di high yield debbano essere escluse dai temi ESG. Ora, le strutture target-based creano nuove opportunità e sfide.

L’OPPORTUNITÀ DELLE OBBLIGAZIONI TARGET BASED

Gli esperti di AllianceBernstein spiegano che una struttura obbligazionaria ESG relativamente nuova, basata su traguardi, appunto ”target-based”, permette di emettere obbligazioni legate a specifici obiettivi di miglioramento ESG a livello aziendale. In questo segmento, le società possono emettere obbligazioni collegate a indicatori chiave di performance, detti KPI, che possono essere calibrati in base al settore e alle circostanze specifiche dell’emittente. Keegan, Lamdouar e Pincus credono che questo sviluppo dia alle imprese con rating high yield, specialmente dei settori inquinanti, l’opportunità di finanziare la transizione verso business sostenibili, come ad esempio i produttori di cemento o metalli.

ATTENZIONE AL RISCHIO DI GRENWASHING

Gli esperti di AllianceBernstein avvertono che questi titoli possono anche presentare un maggior rischio di “greenwashing”, per cui la sfida per gli investitori sta nel riuscire a discriminare tra emittenti con un solido piano di sostenibilità e un fermo impegno ad eseguirlo, e quelli con un approccio opportunistico. Serve un rigoroso quadro analitico è essenziale, il cui primo passo è capire la natura del KPI, cosa si propone di ottenere e come il progresso viene misurato. Le obbligazioni legate a KPI presentano non solo obiettivi, ma anche penali, rappresentate da un aumento della cedola.

LE INSIDIE SI ANNIDANO NELLE TECNICALITÀ

Molte obbligazioni high yield sono richiamabili, e gli esperti di AllianceBernstein segnalano il rischio che l’emittente possa riscattare in anticipo senza incorrere in una grande penale per aver mancato i propri target. Per questo è importante controllare che le date limite siano antecedenti alla prima data di richiamo, in modo che gli emittenti siano pienamente incentivati a raggiungere gli obiettivi. Inoltre, un engagement regolare con il management dell’azienda è fondamentale per capire questi problemi e assicurarsi che gli emittenti siano sempre in grado di mantenere le loro promesse.

LA DIFFERENZA TRA KPI BUONI E CATTIVI

Gli esperti di AllianceBernstein avvertono anche che ci sono “KPI buoni e cattivi”. Tra i primi annoverano quelli ambiziosi e inseriti in una strategia ESG a lungo termine, mentre bisogna diffidare di meccanismi che non penalizzano adeguatamente l’emittente che non mantiene le promesse. La transizione verso un mondo più sostenibile, affermano in conclusione Keegan, Lamdouar e Pincus, è un’area di grande interesse per gli investitori, e le obbligazioni ESG target-based possono avere un ruolo cruciale da giocare, in particolare per le emissioni high yield. Inoltre, una volta che gli investitori avranno capito meglio cosa cercare, le imprese adotteranno KPI più ambiziosi e faranno progressi più rapidi.

ALTRE NEWS DI FINANCIALOUNGE.COM:

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli