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Allianz Global Investors: sui mercati i dubbi aumentano, ma resta l’ottimismo

Redazione
·3 minuto per la lettura
Allianz Global Investors: sui mercati i dubbi aumentano, ma resta l’ottimismo
Allianz Global Investors: sui mercati i dubbi aumentano, ma resta l’ottimismo

Secondo Stefan Scheurer (AllianzGI) il posizionamento degli investitori continua a riflettere ottimismo sull’azionario americano e globale per i prossimi sei mesi

La ripresa economica globale sembra destinata a proseguire, e anche se aumentano i timori per l’inflazione il posizionamento degli investitori riflette prospettive ottimiste sull’azionario per i prossimi sei mesi con la percentuale di “tori” tra gli investitori USA risalita di 10 punti. Aumentano anche i flussi di capitali nei fondi azionari, anche se oltre 900 mld di dollari sono ancora “parcheggiati” nei fondi monetari. I gestori hanno però ridotto la liquidità al livello più basso da marzo 2013. Intanto sul mercato delle opzioni il rapporto put-call mostra un sentiment estremamente positivo e potrebbe essere pronto per un’inversione di tendenza.

DIFFICOLTÀ A TENERE I MASSIMI STORICI

Per questo nel suo commento settimanale a cura di Stefan Scheurer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research, Allianz Global Investors parla di ‘Dubbi in aumento’ e sottolinea che i mercati azionari globali hanno avuto difficoltà a mantenersi sui massimi storici raggiunti di recente perché è cresciuta la preoccupazione che il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni governative USA possa fermare il rally azionario, trainato soprattutto da notizie positive sull’economia globale, dai progressi sul fronte dei vaccini e dati societari incoraggianti.

DIBATTITO SULLE MOSSE DELLA FED

Intanto resta acceso il dibattito sull’eventuale abbandono della linea monetaria accomodante e negli USA il mercato monetario sconta già interventi da parte della Fed, malgrado di recente Jerome Powell abbia rimarcato l’intenzione di portare avanti una politica espansiva. I timori di inflazione sono riemersi anche sulla scorta di prezzi delle commodity ai livelli più alti dal 2013, con il prezzo del rame al picco degli ultimi nove anni. Secondo l’analisi di AllianzGI il rincaro delle materie prime riflette sia attese inflazionistiche che l’accelerazione della crescita, un fattore che vale in particolare per i Paesi che fungono da indicatori anticipatori per il commercio globale.

I PAESI ‘PILOTA’ DELLA RIPRESA

L’esperto di AllianzGI cita in particolare la Corea del Sud, che ha visto balzare l’export nei primi 20 giorni di febbraio, Taiwan che si avvia alla crescita del PIL più forte da sette anni, la Cina che nel 2020 ha accumulato un surplus delle partite correnti pari a circa il 2% del PIL, e il Giappone, dove il PMI manifatturiero è tornato in zona espansiva. La ripresa in Asia ha influito sull’indice tedesco Ifo della fiducia delle imprese. Il tutto, secondo l’analisi di AllianzGI, potrebbe puntare a un’accelerazione anche marcata dell’inflazione nei prossimi mesi.

RAFFICA DI DATI IN ARRIVO DA USA, EUROPA E ASIA

Maggiore chiarezza sarà fornita dai dati in arrivo la settimana prossima, con l’ISM manifatturiero USA, il “beige book” della Fed e soprattutto il report mensile sull’occupazione americana. Quest’ultimo dato potrebbe anche avere un impatto sulle trattative in corso per la definizione degli stimoli fiscali annunciati da Biden. Nell’Area Euro a dominare la scena saranno i dati preliminari sull’inflazione di febbraio mentre in Asia gli occhi saranno puntati sul PMI di Caixin del comparto manifatturiero.