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AllianzGI: crescita e utili ancora robusti anche se in decelerazione

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AllianzGI: crescita e utili ancora robusti anche se in decelerazione
AllianzGI: crescita e utili ancora robusti anche se in decelerazione

Allianz Global Investors, nel weekly outlook a cura di Ann-Katrin Petersen, sottolinea le tensioni causate dai prezzi energetici ma continua a aspettarsi crescita robusta, anche dalle indicazioni delle trimestrali in arrivo

Nel breve le prospettive globali saranno influenzate soprattutto dalle strozzature sul fronte dell’offerta dopo l’impennata globale dei prezzi dell’energia, che hanno alimentato l’inflazione, ma non ancora impattato la ripresa economica. Da gennaio i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 50% al massimo di 7 anni per la forte accelerazione della ripresa globale, mentre i prezzi del gas hanno segnato un aumento ancor più consistente e da inizio anno sono più che triplicati nell’Ue e nel Regno Unito. Una situazione che mette ancora una volta banche centrali e investitori obbligazionari di fronte al solito dilemma: l’inflazione sarà un “transitoria”, “persistente” o forse “persistentemente transitoria”?

IMPORTANTE IN EUROPA IL FATTORE INVERNO

Secondo il weekly outllook di Allianz Global Investors, dal titolo “Piede sull’acceleratore”, a cura di Ann-Katrin Petersen, Vice President Global Economics and Strategy, tre fattori determineranno se l’economia europea affronterà l’inverno con o senza risorse energetiche adeguate: una stagione più o meno rigida, la risoluzione o meno delle tensioni politiche sul gasdotto Nord Stream 2, tema che dovrà affrontare il nuovo governo tedesco, e se un potenziale incremento della produzione di energia negli USA sulla scia dell’aumento dei prezzi e minori restrizioni dovute alla pandemia riusciranno a dare un po’ di sollievo, e nel caso quanto significativo.

IMPATTO DEL PETROLIO PIÙ DIRETTO DEL GAS

AllianzGI osserva che i prezzi del petrolio hanno un impatto più diretto sull’inflazione rispetto al gas naturale, nell’Area Euro ad esempio i combustibili liquidi come benzina, diesel e olio fanno la parte del leone, seguiti da elettricità e gas naturale, per cui l’impatto sull’inflazione dipende dalla misura in cui il rialzo dei prezzi all’ingrosso si trasmette al dettaglio. La settimana prossima sarà interessante sul fronte monetario, con diverse importanti banche centrali che interverranno alla conferenza annuale dell’Institute of International Finance e con ogni probabilità indicheranno una prosecuzione della normalizzazione, seppur con ritmi differenti.

ATTESE INDICAZIONI DAI VERBALI FED E DAL FMI

Negli USA, i verbali della Fed di settembre e i dati dell’inflazione confermeranno verosimilmente, secondo AllianzGI, le aspettative di un avvio del tapering della Fed prima di fine anno, mentre non sorprenderebbe un ulteriore allentamento monetario in Cina, dove sinora il rialzo dei prezzi alla produzione non ha influito in misura significativa su quelli al consumo. Atteso anche il World Economic Outlook del FMI, l’indice di fiducia dei consumatori della University of Michigan e l’indice ZEW tedesco. Nel complesso, secondo AllianzGI, tutto dovrebbe confermare lo scenario della grande casa che prevede crescita ancora robusta e decelerazione del momentum, ma più a lungo i prezzi dell’energia restano alti, maggiore è il rischio che frenino consumi e investimenti.

UTILI ATTESI SOLIDI MA CRESCITA PIÙ MODERATA

In arrivo anche la stagione di pubblicazione degli utili per il terzo trimestre, che fornirà ai mercati maggiori indicazioni sul contesto attuale. Come di consueto, il primo a rendere noti i dati di bilancio sarà un grande produttore di alluminio americano. Dopo un inizio d’anno deludente, le aziende hanno pubblicato buoni utili per il secondo trimestre, ma dato il rallentamento del momentum economico, l’esperta di AllianzGI non si stupirebbe di una crescita degli utili solida ma un po’ più moderata.

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