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Alvin: "Mamma è morta in un bombardamento, ero lì"

Donne e bambini nel campo profughi di Al Hol, nel nord est della Siria (AP Photo/Maya Alleruzzo)

"Mia mamma è morta in un bombardamento, io ero vicino a lei". Queste le parole dette tra le lacrime da Alvin, il bimbo di 11 anni tornato in Italia lo scorso 8 novembre, dopo quasi 5 anni trascorsi in Siria.

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Il piccolo ancora in stato di choc ha raccontato allo psicologo, davanti agli investigatori del Ros, delegati dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Alessandro Gobbis, cosa era accaduto alla sua mamma, che l'aveva portato via dall'Italia il 17 dicembre 2014. Ha spiegato che il bombardamento è avvenuto quando erano in un campo profughi diverso da quello di Al Hol da cui il piccolo, grazie ad un'operazione delicata di magistrati, forze dell'ordine, Croce Rossa e 007, è stato portato via e fatto rientrare in Italia.

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In quel momento "faceva molto caldo" ha fatto sapere Alvin, che non ricorda però il giorno esatto in cui è avvenuto il raid. Quel che è certo è che il piccolo si trovava a fianco della madre quando è morta e il bambino ha riportato una ferita alla gamba per la quale sarà operato settimana prossima.

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Dopo la caduta dell'Isis e la morte della madre di origine albanese, Alvin ha vissuto nell'area 'orfani' di Al Hol, campo profughi nel nord est della Siria sotto il controllo dei curdi. La struttura ospita 70 mila persone, per lo più compagne e figli di combattenti jihadisti morti o in prigione. Inquirenti e investigatori lo ascolteranno più avanti per conoscere i momenti di orrore che il bambino ha passato in questi anni, prima del suo ritorno in Italia accolto dal padre e dalle due sorelle.