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Amazon: Alava (Aws), 'data center Milano potrà richiamare talenti e creare lavoro'/Adnkronos

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(Dall’inviato Mattia Repetto) - "Non è un ultimo passo, ma un ulteriore passo in una visione più completa, quello di investire in Italia con la costruzione del data center di Milano". Così all’Adnkronos, Miguel Alava, managing director di Amazon Web Services, spiega nel corso dell’evento Re:invent 2019 in corso a Las Vegas l’operazione che ha portato al progetto per la creazione di un’infrastruttura nel capoluogo lombardo, che vedrà la luce nel 2020 in una data ancora non annunciata ufficialmente "ma molto presto", confida il manager.  

Quello che si aspetta l’azienda statunitense è che, grazie a questa presenza, "le imprese riescano a creare un polo di innovazione in Italia, che produrrà l’effetto di richiamare innovatori e talenti che verranno nel Paese sempre in numero maggiore, richiamando a loro volta altri talenti che si uniscano al sistema", afferma Alava. 

"Non va dimenticato – continua - che la volontà di investire in Italia noi l’abbiamo da molto tempo. Abbiamo gli uffici a Milano da anni, abbiamo alcune infrastrutture anche a Roma e Palermo, abbiamo acquisito una società, Nasti. Questo del data center è un ulteriore passo", spiega ancora. In realtà, dice ancora Alava, "abbiamo deciso di venire in Italia anche su spinta dei clienti stessi. Ci sono diverse motivazioni per cui abbiamo deciso di costruire il data center. La prima sembra una cosa irrazionale, ma i nostri utenti avevano bisogno di sentire Amazon Web Services più vicina. E’ un fattore psicologico, le persone si sentono più a loro agio se sanno che i loro dati non sono archiviati lontano. Bisogna ricordare – precisa – che i dati appartengono ai clienti e che dalla console dei servizi possono decidere dove tenerli e che rimarranno là finché non si deciderà di fare diversamente. Insomma, è una loro scelta, ma il fattore psicologico conta". (segue)  

Il secondo motivo per cui Aws ha scelto l’Italia è legato a questioni normative. "Alcune aziende hanno ottenuto certificazioni di conformità che prevedono che i dati siano sul suolo nazionale. Per cui la nostra presenza diventa giusta e importante e permette loro di rispettare le richieste". Il terzo, continua Alava, è per una questione tecnica, quella della latenza.  

"I clienti ci chiedevano tempi di risposta ancora più brevi. In Italia sono bassi, soprattutto nelle connessioni con altri data center a Francoforte o Parigi. Una bassa latenza serve quando vengono utilizzate applicazioni bancarie o quelle che chiedono azioni in tempo reale". Quanto agli impatti sull’economia locale, il data center impiegherà centinaia di persone che lavoreranno alla sua costruzione e al trasporto di tutti i materiali necessari.  

"Poi ci saranno tutti gli impiegati al suo interno, dal management agli addetti alla sicurezza – prosegue Alava – ma la vera cosa importante è una: a cosa darà vita questo data center? Riuscirà – si chiede ancora il top manager – a replicare questa catena di valore per le aziende? Da parte nostra abbiamo formato gratuitamente 5mila persone attraverso i nostri due programmi che funzionano come scuole. Offrono crediti che permettono di pagare il costo stesso della piattaforma . Abbiamo già accordi con le università come La Sapienza e il Politecnico di Milano, ne stipuleremo altri con almeno 30 istituti. Amazon Web Services sta lavorando per portare benefici all’Italia", conclude Alava.