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Amazon, Cgil-Filt-Nidil Napoli: driver sono lavoratori non merce

Red
·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Napoli, 22 mar. (askanews) - "Per la prima volta i lavoratori di Amazon sono in sciopero per chiedere che vengano garantiti le adeguate tutele contrattuali a tutti lavoratori della filiera, a cominciare dai driver, che subiscono un vero e proprio sfruttamento lavorativo, con orari massacranti e condizioni di lavoro che vanno oltre ogni legalità". Lo affermano le segreterie di Cgil, Filt-Cgil e Nidil Cgil Napoli e Campania, che hanno partecipato al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento Amazon di Arzano, in provincia di Napoli. Qui lavorano almeno 500 persone, tra lavoratori diretti e indiretti, con contratti che durano al massimo tre mesi. Una situazione "ai limiti dello sfruttamento" che le organizzazioni sindacali hanno denunciato con il presidio.

"Se questo è il futuro - dicono i sindacati - deve esserlo rispettando i diritti. Chiediamo la continuità contrattuale, il diritto alla parità di trattamento della filiera, la clausola sociale e la fine di questo turn-over esasperante nello stabilimento di Arzano".

"Servono tavoli di contrattazione - sostengono Cgil, Filt e Nidil - dove parlare dei ritmi di lavoro, di turni e di diritti. Chiediamo solidarietà per i driver che lavorano per oltre 10 ore giornaliere e che se cambiano azienda rischiano di non venire riconfermati. Chiediamo che questi lavoratori, indispensabili durante il lockdown e ancora oggi, siano considerati persone e non merce".

In un momento così difficile "tali proposte attirano, sembrano positive e facilmente perseguibili. Non è possibile però accettare che la logica del profitto prevalga sui diritti dei lavoratori, spesso precari, sfruttati al massimo, con diversi livelli di retribuzione e garanzie nella filiera, vessati qualora si iscrivono al sindacato. È ora che i lavoratori facciano sentire la propria voce".