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Amazon, innovazione e tecnologia parte integrante del lavoro di magazzino

(Adnkronos) - Innovazione e tecnologia diventano parte integrante del lavoro di magazzino ed è sempre maggiore la necessità di creare nuove competenze da formare costantemente. Lo sa bene Ludovica Bruno, 26 anni, studentessa di Scienze forestali e ambientali, approdata nel centro Amazon di Novara nel 2021. Dopo un periodo di servizio civile a Castel di Tora, in provincia di Rieti, oggi ricopre il ruolo di Amnesty Responder Amazon, l’unica figura che nei magazzini robotici è autorizzata ad entrare all’interno dell’area in cui si muovono i robot che spostano gli scaffali, con una dotazione tecnologica particolare che consente di bloccare tutti i robot quando si avvicinano per poter effettuare operazioni di manutenzione ad alta specializzazione.

“Il mio compito - spiega - è assicurarmi che le drive unit che spostano le scaffalature su cui vengono stoccati i vari prodotti si muovano senza ostacoli e che sul piano non siano presenti oggetti sporgenti o caduti. Abbiamo a disposizione un dispositivo Kindle e una radio attraverso i quali possiamo monitorare la conformazione dell’area e risolvere eventuali problemi di sintonizzazione. Abbiamo anche un gilet (safety vest) che attiviamo quando entriamo nel piano robotico e che interrompe il segnale per le drive unit, che quindi si fermano o rallentano perché rilevano la nostra presenza”.

Il lavoro dell’Amnesty Responder agevola chi all’interno del magazzino si occupa di stoccare gli articoli sugli scaffali (stower) e di prelevarli (picker) e questa collaborazione è uno degli aspetti che Ludovica apprezza di più del suo impiego: “La comunicazione con i colleghi è fondamentale e con loro ho un rapporto bellissimo, siamo un team unito e ci supportiamo costantemente a vicenda. Facciamo tutto in sicurezza. Siamo dotati di scarpe antinfortunistiche, guanti, radio per essere sempre in contatto con i colleghi e con il nostro leader e Kindle che ci permette di monitorare la situazione del Piano”.

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