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Amazon vuole tagliare i piccoli venditori. Ma è davvero così?

(Getty)

Attività troppo piccole e quindi poco redditizie per Amazon. Il colosso dell’ecommerce, secondo quanto riportato da Bloomberg, starebbe pensando di interrompere i rapporti commerciali con alcune piccole attività, si tratta di migliaia di attività indipendenti con cui l’azienda di Jeff Bezos collabora da tempo perché non riescono più a produrre lo stesso giro d’affari di un tempo.

Il piano

Sempre secondo quanto riportato da Bloomberg, questa decisione rientrerebbe in un piano di Amazon per concentrare maggiormente i suoi sforzi su accordi con fornitori e aziende molto più grandi, come Procter & Gamble, Sony o Lego, che garantiscono margini di profitto ben più alti. In questo modo Amazon riuscirebbe anche a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nella competizione con concorrenti del calibro di Walmart, Target e Best Buy, che stanno investendo moltissimo nel commercio elettronico.

Stop all’acquisto all’ingrosso

Nei piani di Amazon ci sarebbe la volontà di interrompere soprattutto l’acquisto all’ingrosso di prodotti che poi non riescono a essere venduti tramite il suo canale, obbligando così i fornitori a trovare modalità alternative e soprattutto evitando di occupare i magazzini con prodotti invenduti. Esiste già una lista di prodotti che il colosso definisce “Crap”, ossia che non genera profitto, e per i quali aveva iniziato a chiedere che fossero i fornitori stessi a farsi carico della gestione, dello stoccaggio e delle spedizioni.

Il giro d’affari

Guardando ancora i dati riportati da Bloomberg, la compagnia vorrebbe interrompere gli acquisti in stock da quei fornitori e venditori il cui giro d’affari realizzato tramite il sito è inferiore a 10mila dollari l’anno. Se fosse confermata, questa mossa riguarderebbe davvero molte attività medio-piccole che, dopo aver lavorato sempre grazie al marketplace del principale sito di commercio elettronico al mondo, sarebbero costrette ad esplorare nuovi canali di vendita, con il rischio di chiusura.

La posizione di Amazon

Amazon fa sapere, in una nota, che “abbiamo informato Bloomberg, prima della pubblicazione del loro articolo, che la loro storia e le loro fonti sono sbagliate. Esaminiamo le nostre relazioni con i partner di vendita su base individuale come parte delle normali attività di business. Qualsiasi speculazione in merito ad una riduzione su larga scala dei fornitori è errata. Come qualsiasi azienda, effettuiamo dei cambiamenti quando individuiamo un’opportunità per fornire ai clienti una migliore selezione, valore e comodità, e lo facciamo in modo puntuale ed attento valutando caso per caso”.

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