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Ambiente, Patuelli: banche fanno la loro ma non possono fare tutto

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Image from askanews web site
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Roma, 23 set. (askanews) - La tutela di salute e ambiente richiede una determinazione da portare avanti con "spirito emergenziale" e "le banche fanno la loro parte, la fanno sempre", ma "ma non possono e non devono essere scaricate sulle banche funzioni eccessive". Lo ha affermato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli durante la conferenza sull'economia sostenibile organizzata assieme alla presidenza italiana del G20.

Le banche "sono interdisciplinari" e data la loro attività sono chiamate ad essere "competenti in tutti i segmenti dell'economia, ma rimane il fatto - ha detto Patuelli - che non possono possono essere sostituti di altri soggetti", ovvero "quelli che fanno le regole" e le autorità "che combattono gli abusi".

"Non possiamo essere il sostituto di tutto. La tutela della legalità non venga scaricata principalmente sulle banche". La legalità "è una precondizione delle attività economiche e sociali, facciamo la nostra parte sull'antiriciclaggio, però - ha insistito il presidente dell'Abi - non è che possiamo fare tutto noi".

"Metto in guardia da scorciatoie pseudo intellettuali, che dicono 'le banche decidono chi è sostenibile e chi è non sostenibile'. Ci sono istituzione a tutti i livelli della Repubblica per la tutela della salute e dell'ambiente. E in questo contesto le banche devono sostenere finanziaramente ciò che è etico, ma non lasciando le banche sole e scaricando su di esse - ha ribadito - tutta l'onerosità dell'operazione".

Lo stesso vale anche per le istituzioni che si occupano e vigilano sulle banche. "La Bce è all'avangardia" sulla tutela dell'ambiente, "ma di nuovo non può fare tutto la vigilanza bancaria e non possono fare tutto le banche", ha avvertito Patuelli.

Infine, il presidente dell'Abi si è detto "un po' stupito" del fatto che alcuni sostengano che il rischio climatico possa colpire soprattutto il sud dell'Europa. "Bene essere attenti al Sud Europa, però ci sta un Paese del Nord Europa, che si chiama Paesi Bassi, che il rischio climatico lo combatte dalla sua nascita. Il gioco di identificare chi è più in pericolo e porta più rischi - ha avvertito - non è basato su dati scientifici".

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