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Amsterdam chiude per sempre il quartiere a luci rosse e la ragione (forse) non è quella che pensate

·2 minuto per la lettura
Photo credit: Getty Images
Photo credit: Getty Images

Femke Halsema è la prima donna sindaco di Amsterdam ed è determinata a cambiare radicalmente De Wallen, il celebre quartiere a luci rosse di Amsterdam che ogni anno attira tanti, troppi secondo l'amministrazione, turisti da tutta Europa. Halsema si batte da anni per riqualificare il centro città, con l'obiettivo di diminuire la criminalità, rendere la vita più tranquilla ai residenti e dare condizioni di maggiore sicurezza alle sex worker. In una recente intervista al Time ha raccontato: "Amsterdam ha una tradizione molto lunga nel proteggere la libertà e nell'essere una città tollerante. E voglio davvero proteggerlo". A chi l'accusa di compiere un attentato alla professione delle sex worker ricorda che nel 1999 ha votato in parlamento a favore della legalizzazione della prostituzione, tuttavia "non vogliamo essere famosi a causa del sesso e della droga. Vogliamo essere famosi per il nostro patrimonio culturale ".

GUARDA ANCHE IL VIDEO: Amsterdam, la sindaca vuole bandire il "turismo della cannabis"

Così, dopo aver vagliato diverse opzioni di riforma, il consiglio cittadino sembra essere arrivato al piano definitivo: chiudere un numero significativo delle 330 finestre del quartiere a luci rosse e spostare l'attività in una zona decentrata. A condividere questa posizione sono il CDA (Appello Cristiano Democratico), ChristenUnie, VVD ovvero il partito del primo ministro olandese Mark Rutte, il partito laburista e i verdi. Insomma, una buona maggioranza che sembra portare la città a una svolta storica che, nella migliore delle ipotesi creerà un afflusso di turismo diverso ad Amsterdam. Questo provvedimento infatti si inserisce sulla falsariga della proposta di legge di Haselma che vuole arrivare a vietare la vendita di cannabis nei coffee shop ai turisti entro il 2022. 

Photo credit: TOUSSAINT KLUITERS - Getty Images
Photo credit: TOUSSAINT KLUITERS - Getty Images

Non solo per il bell'aspetto della città e il turismo: Halsema sostiene che la misura sarà favorevole anche per le sex worker in quanto meno esposte agli abusi di un turismo sessuale spesso inconveniente. Tuttavia, molte lavoratrici non sono affatto d'accordo con il provvedimento. Secondo un sondaggio del 2019 condotto e pubblicato da Red Light United, il sindacato delle sex worker del quartiere a luci rosse, il 93% delle lavoratrici è contrario al trasferimento in un'altra zona.

Come ha dichiarato Felicia Ana, presidente del gruppo, a Dazed, la rilocazione avrebbe: "Un impatto disastroso sul nostro lavoro e sul nostro reddito, dal momento che la maggior parte delle lavoratrici del sesso non vuole trasferirsi lì". E aggiunge: "Questo porterà le prostitute a scegliere di lavorare clandestinamente piuttosto che nel suo nuovo centro erotico che nessuno ha chiesto, questo le renderà più vulnerabili alla violenza e alla tratta di esseri umani". Nonostante i dibattiti comunali a cui il Red Light United ha partecipato, l'amministrazione non sembra disposta ad ascoltare. Si troverà una soluzione che soddisfi tutti?

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