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Amundi: preferenza ai titoli ciclici e agli asset emergenti

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Amundi: preferenza ai titoli ciclici e agli asset emergenti
Amundi: preferenza ai titoli ciclici e agli asset emergenti

Monica Defend, Global Head of Research di Amundi, ritiene che il rischio di inflazione sia arginato da un mercato del lavoro Usa ancora fragile, nonostante lo stimolo fiscale e una Yellen che vuol "pensare in grande"

Il rischio inflazione è ritornato all’attenzione di mercati e investitori ma almeno quest’anno la fragilità del mercato del lavoro frenerà la dinamica dell’inflazione negli Stati Uniti, nonostante le dimensioni del pacchetto fiscale americano e il segretario al Tesoro Janet Yellen che ritiene che sia “il momento di agire in grande”. Lo sottolinea un commento di Monica Defend, Global Head of Research di Amundi, che conferma la preferenza della grande casa per i titoli value e ciclici, per gli attivi dei mercati emergenti e per i titoli indicizzati all'inflazione statunitense, mentre vede un contesto più incerto per il dollaro americano.

CRESCITA PIÙ ROBUSTA IN AMERICA

Defend ritiene che l’implementazione più efficace della campagna vaccinale e l’arrivo di un pacchetto fiscale di notevoli dimensioni negli Stati Uniti contribuiranno a una crescita più robusta in America che non in Europa. In questo contesto si è riacceso il dibattito sull’inflazione. L’indice Global Inflation Focus della stessa Amundi rispecchia la narrazione di un trend rialzista dell’inflazione, soprattutto negli Stati Uniti. L’esperta sottolinea l’importanza del mercato del lavoro, che non ritornerà ai livelli precrisi nemmeno nel 2022, perché restano divergenze in diversi settori e un divario di competenze che hanno aggravato le disuguaglianze, per cui la ripresa sarà a macchie di leopardo e richiederà tempo, raffreddando le spinte inflazionistiche almeno nel 2021.

UN VUOTO DA 900 MILIARDI NEL PIL USA

Defend stima anche che il vuoto di PIL negli Stati Uniti si aggirerà attorno ai 900 miliardi di dollari, dato che va contestualizzato all’interno del mercato del lavoro. Le curve dei tassi reali americani potrebbero irripidirsi ancora, ma con un limite al rialzo del segmento lungo della curva e una Fed che dovrebbe tollerare un lieve aumento dell’inflazione perché così il costo del debito dovrebbe diventare più gestibile e compensare un aumento moderato e graduale dei tassi.

FIDUCIA SU VALUE, CICLICI E EMERGENTI

Per questo motivo, Amundi invita a una certa cautela sulla duration USA e a rimanere costruttivi sui titoli indicizzati, in uno scenario tutto sommato favorevole ai mercati azionari. Defend si dice fiduciosa sui titoli ciclici, value e dei mercati emergenti, tutti segmenti favoriti nei cambiamenti di regime. Stando all’analisi di Amundi, le azioni dovrebbero offrire una buona protezione anche contro un cambiamento di regime dell’inflazione indotto da una crescita più vigorosa, dal miglioramento dei fondamentali societari e dal costo unitario del lavoro più elevato, che potrebbe essere trasferito ai consumatori.

IL DOLLARO PUÒ RISERVARE SORPRESE

Storicamente inoltre, osserva Defend, il rialzo dell’inflazione ha innescato una correzione del dollaro, per cui prevede una perdurante debolezza del biglietto verde nei confronti delle valute correlate alle materie prime e un relativo vigore nei confronti delle valute a basso rendimento, in particolare franco svizzero e yen. Nel secondo semestre questo trend potrebbe subire una battura d’arresto e potrebbe verificarsi un rafforzamento del biglietto verde, ma non abbiamo ancora raggiunto questo punto, anche se è un rischio importante da tenere sotto osservazione.