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ANALISI - Italia e Francia, per investitori obbligazionari nessun rischio da elezioni

·3 minuto per la lettura
Italy's PM Draghi holds news conference with France's President Macron, in Rome

di Stefano Rebaudo

MILANO (Reuters) - La calma dei mercati obbligazionari a fronte di un possibile scossone al governo in Italia e alle elezioni francesi di aprile offre la prova, se ce ne fosse stato bisogno, che la dimostrazione di solidarietà dell'Europa durante la pandemia ha quasi cancellato del tutto i rischi di spaccature nella zona euro.

La situazione nelle settimane che precedono questi eventi è molto diversa rispetto al 2017 e 2018, quando la prospettiva di una presidenza francese euroscettica e di estrema destra e le frizioni dei politici italiani con Bruxelles avevano infiammato i rispettivi indici che misurano le possibili spaccature all'interno della zona euro.

I timori di una "Frexit" o una "Quitaly" -- il rischio che questi Paesi abbandonino la moneta unica, causando il crollo del blocco monetario -- si erano rafforzati anche a causa dello shock causato dal referendum sulla Brexit nel 2016 in Gran Bretagna.

Ma le elezioni presidenziali francesi di questo aprile non sono allo stesso modo all'attenzione dell'opinione pubblica, nonostante esista la possibilità che un candidato di estrema destra arrivi al secondo turno.

I mercati risultano per lo più indifferenti anche alle elezioni del presidente della Repubblica in Italia, che inizieranno il 24 gennaio e potrebbero vedere il presidente del Consiglio Mario Draghi salire al Quirinale, con la possibilità di elezioni anticipate che potrebbero portare alla formazione di una coalizione potenzialmente fragile.

Il calo dei timori per un possibile sfaldamento del blocco monetario riflette un cambio di retorica, dopo che la pandemia ha evidenziato i benefici dell'appartenenza al blocco per gli Stati più indebitati.

"La retorica anti-euro non va più così di moda dopo la pandemia e il Next Generation Ue", ha detto Mauro Valle, portfolio manager di Generali Investments Partners, riferendosi al Fondo di ripresa creato nel 2020 dall'Unione europea per erogare fino a 800 miliardi di euro agli Stati membri.

Con l'avvicinarsi del voto presidenziale in Italia, lo spread tra Btp e Bund si è ampliato a circa 140 punti base, salendo di 10 punti base dalla fine di novembre.

Ma si tratta di meno della metà dei livelli raggiunti a ottobre 2018.

Allo stesso modo, gli spread francesi, che hanno superato gli 80 punti base all'inizio del 2017, sono ora intorno ai 30 punti base.

"Su una scala da uno a 10, dove 10 rappresenta il panico massimo, penso che potremmo ancora essere intorno all'1 o al 2", ha detto Rohan Khanna, strategist di Ubs.

"Per quanto riguarda l'Italia ... le domande relative alla copertura di tale rischio (politico) sono appena iniziate", ha detto Khanna.

Lo strategist ha affermato di aver risposto lo scorso anno ad alcune domande dei clienti sui rischi francesi, ma anche che da allora le richieste in merito sono diminuite, forse perché le campagne elettorali di estrema destra stanno perdendo forza.

Sebbene dall'inizio di dicembre i rendimenti italiani e francesi siano aumentati, così come gli spread italiani con la Germania, la situazione è da leggere nel contesto di un incremento su larga scala, guidato da costi di prestito più elevati in tutto il mondo e dall'imminente riduzione degli acquisti di obbligazioni da parte della Banca centrale europea.

Pertanto, se nel 2017 e nel 2018 gli spread franco-tedeschi e italo-tedeschi sono cresciuti rispettivamente di circa 50 e 180 punti base, la maggior parte degli investitori interpellati da Reuters non si aspetta un aumento superiore ai 20-25 punti base del differenziale italiano nel corso delle votazioni per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica e in seguito.

Anche gli spread francesi dovrebbero muoversi in maniera modesta e un sondaggio effettuato a dicembre da Deutsche Bank ha rilevato che solo l'1% degli intervistati si aspetta che le elezioni siano un evento importante per i mercati finanziari.

E non c'è neanche alcun segnale di un'offerta più sicura che provochi una corsa alle obbligazioni tedesche, dove i rendimenti sono saliti in linea con gli altri Paesi.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Stefano Bernabei, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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