Analisi Tecnica e quadro macro alla chiusura al 22 settembre

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SimboloPrezzoVariazione
^GDAXI9.409,71+91,89

La settimana conclusiva del terzo trimestre di borsa si è chiusa con una flessione del prezzo del petrolio dovuta, pare, alle dichiarazioni dell'OPEC volte a calmierare i prezzi, dopo che il greggio era schizzato nuovamente a 100 USD/b. Il supporto dinamico a 91 ha tenuto egregiamente ed ha permesso ai sistemi di generare un primo segnale long in area 92/93 anche se gli oscillatori dicono che potrebbe essere solo un primo test di rimbalzo e che potremo rivisitare a breve tale area supportiva. Tale comportamento della materia prima più scambiata, tuttavia, non ha trovato seguito nelle borse europee (eccezion fatta per Milano) che, DAX (Xetra: ^GDAXI - notizie) in prima battuta, hanno performato bene portandosi su livelli di massimo relativo e accompagnate da un BUND che ha riconquistato la zona di supporto della EMA200, uscendo dal triangolo con un mese di anticipo. Questo mi fa pensare che le possibilità di rientro siano elevate e che un paio di figure il BUND le possa riguadagnare senza problemi, facendo salire un po' lo spread e facendo ritracciare un altro poco le borse europee, DAX ed EUROSTOXX in particolare, quest'ultimo chirurgicamente fermato nella sua corsa al rialzo dalla resistenza statica a 2600 punti e sul quale incombe una divergenza ribassista da quasi due settimane. Del resto, l'atteggiamento delle borse USA, inchiodate sui massimi per tutta l'ottava e anch'esse rigonfie di segnali short, mettono gli americani ancora una volta in condizioni di determinare ulteriori flessioni dell'azionario mondiale, anche con minime correzioni del 4%-5% che non possono non avere ripercussioni sulle borse europee e sulla nostra in particolare. Il FIB, in effetti, ha già annunciato lo storno in atto questa settimana, portandosi sul primo livello di ritracciamento di Fibonacci (23,6%) in area 15750 sulla banda mediana. Il secondo (38,2%) coincide con la EMA200 e l'eventuale terzo (50%) con la banda inferiore a 14600 punti circa. Mi sentirei di escludere quest'ultima correzione, se non altro perché significherebbe annullare tutti gli sforzi compiuti da Draghi e dalla BCE in queste ultime due settimane, ma, si sa, i mercati non guardano in faccia a nessuno, se non alla realtà e, ritardi o esitazioni nel prosieguo delle opere di risanamento in Grecia e Spagna potrebbero acuire le tensioni riportando in palcoscenico i timori per i debiti sovrani che porterebbero giù nuovamente le borse. Voglio essere cauto ma, considerato anche il venir meno del divieto di short selling, non è escluso che la volatilità ricominci a farsi sentire. Quindi, o la nostra borsa si limiterà a quest'onda di ritracciamento e ripartirà verso nuovi massimi, oppure dovremo ballare un altro poco perché, complici gli USA, si speculerà ancora sul tema del debito degli Stati europei. Del resto, il comportamento avuto dalla borsa italiana si riflette pari pari nella geografia delle valute: EURJPY, EURUSD, EURGBP, USDCAD, AUDUSD e pure l'EURCHF hanno disegnato grafici analoghi, con conformazioni di ritracciamento molto simili, se non identiche, a quelle del nostro derivato. Raccomando quindi molta prudenza nell'operare, evitando per quanto possibile posizioni overnight e comunque limitando le quantità per poter meglio controllare il money management.

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