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Anche gli italiani spendono di più per l’intrattenimento digitale

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Anche gli italiani spendono di più per l’intrattenimento digitale
Anche gli italiani spendono di più per l’intrattenimento digitale

Il lockdown ha accelerato in tutto il mondo gli acquisti online e le esperienze virtuali con la visione di film e serie TV, il gaming e i virtual tour immobiliari. Amundi e CPR AM indicano le opportunità offerte da questo trend

In base ad una ricerca Mastercard condotta dal 4 all’11 maggio scorso, il 59% degli italiani ha dichiarato di aver effettuato acquisti online relativi a beni di prima necessità e, nel 36% dei casi, anche di essersi intrattenuto con esperienze virtuali, in particolare visione di film e serie TV e gaming: lo stesso trend si registra in tutta Europa, dove la percentuale di utilizzatori si attesta al 57%.

SEMPRE PIÙ POPOLARI LE ESPERIENZE ONLINE DI ITALIANI ED EUROPEI

Le esperienze online si confermano sempre più popolari sia tra gli italiani e sia in Europa, con budget destinati all’intrattenimento digitale in espansione. Tra i servizi più gettonati in Italia le video-call con colleghi e familiari (88% del campione rispetto al 75% in Europa), mentre il 71% è abbonato a un servizio di streaming online.

DOMANDA IN CRESCITA NEL SETTORE GAMING

“È probabile che le azioni del settore gaming continuino a registrare buone performance dal momento che la domanda di questi prodotti e servizi mostra una tendenza ad aumentare. Anche musica e film su abbonamento dovrebbero mostrare dei buoni andamenti”, fanno sapere gli esperti di CPR AM (Gruppo Amundi). D’altra parte il lockdown ha costretto a ripensare le abitudini dei singoli e dei nuclei familiari in tutto il mondo, con la stragrande maggioranza del tempo libero disponibile dedicata al consumo di contenuti digitali e agli acquisti online. Tendenze puntualmente riflesse nei dati di vendita e nei risultati trimestrali delle aziende più attive nella fornitura di questi servizi.

LE INDICAZIONI DEL MERCATO CINESE

"Il Covid-19 ha influenzato in modo significativo la crescita economica della Cina nel primo trimestre, riflesso nel forte calo delle vendite di smartphone e di veicoli. Il calo nella distribuzione di prodotti di elettronica di consumo e la chiusura delle fabbriche dei nostri clienti in Cina hanno fatto sentire i loro effetti negativi alla fine del nostro secondo trimestre” ha dichiarato il CEO di Micron Technology, Sanjay Mehrotra. Lo stesso esperto ha aggiunto: “In Cina, la minore domanda dei consumatori è stata compensata da una maggiore richiesta di data center a causa dell'aumento dell'attività di gaming, dell'e-commerce e del lavoro a distanza. Guardando al terzo trimestre, potrebbe verificarsi una carenza di offerta considerando che queste tendenze stanno prendendo forma anche in tutto il mondo e che la domanda dei data center in tutte le regioni sembra piuttosto robusta”.

IL PASSAGGIO AI PAGAMENTI ONLINE STA ACQUISENDO SLANCIO

Nel frattempo, spiegano i professionisti di CPR AM, il passaggio ai pagamenti online sta acquisendo slancio nel contesto post Covid-19 con la soluzione dell'e-commerce che continuerà ad essere preferita. “Ad esempio, i rivenditori di auto, che si sono sempre dimostrati piuttosto restii nell'abbracciare l'e-commerce, con l’avvento della pandemia stanno rapidamente cambiando atteggiamento: il traffico online dei loro siti web è aumentato mentre nel frattempo le visite di persona allo showroom di veicoli si sono diminuite. I concessionari di automobili utilizzano strumenti digitali per concludere affari senza una stretta di mano e per organizzare il ritiro o la consegna dei veicoli senza che i clienti debbano recarsi nei negozi”, riferiscono gli esperti di CPR AM. Stesso discorso per gli agenti immobiliari che hanno visto crescere in modo significativo le visite online agli appartamenti (virtual tour): una soluzione che permette ai potenziali clienti di concentrare gli incontri di persona sul luogo solo per quelli ritenuti davvero interessanti.