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Anche la Germania travolta dall'apri e chiudi

Luciana Matarese
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
German Chancellor Angela Merkel leaves after testifying in front of a parliamentary committee of inquiry investigating the financial scandal over payment systems provider Wirecard in Berlin, on April 23, 2021. - Chancellor Angela Merkel denied on April 23 that her government accorded "special treatment" to disgraced payments firm Wirecard, as she was grilled by MPs at a German parliamentary inquiry into the company's dramatic collapse. Merkel had been called to testify before lawmakers investigating the fraud scandal because of reports that she promoted the company during a trip to China in September 2019, when journalists were already voicing doubt about Wirecard's books. (Photo by John MACDOUGALL / AFP) (Photo by JOHN MACDOUGALL/AFP via Getty Images) (Photo: JOHN MACDOUGALL via Getty Images)
German Chancellor Angela Merkel leaves after testifying in front of a parliamentary committee of inquiry investigating the financial scandal over payment systems provider Wirecard in Berlin, on April 23, 2021. - Chancellor Angela Merkel denied on April 23 that her government accorded "special treatment" to disgraced payments firm Wirecard, as she was grilled by MPs at a German parliamentary inquiry into the company's dramatic collapse. Merkel had been called to testify before lawmakers investigating the fraud scandal because of reports that she promoted the company during a trip to China in September 2019, when journalists were already voicing doubt about Wirecard's books. (Photo by John MACDOUGALL / AFP) (Photo by JOHN MACDOUGALL/AFP via Getty Images) (Photo: JOHN MACDOUGALL via Getty Images)

L’Italia riapre, la Germania richiude. La Germania, per buona parte della prima ondata guardata con ammirazione da tanta parte dell’Europa per la calma con cui si era mossa di fronte al virus, per il piano economico adottato, per essere riuscita a limitare le libertà dei cittadini il meno possibile adottando restrizioni progressive. La Germania di Angela Merkel, la cancelliera che sin dall’inizio della pandemia e a più riprese ha esortato alla cautela nei comportamenti e nelle fughe in avanti contro Covid.

Lo ha fatto a metà aprile dell’anno scorso, col Paese che stava uscendo dalla fase più dura del lockdown, spiegando ai tedeschi “pazientemente la matematica di Rt, e già allora sottolineando la pericolosità della soglia di 1,3”, scrive il sociologo Luca Ricolfi nel suo “La notte delle ninfee”. Anche la Germania, come l’Italia, di lì a poco avrebbe riaperto, ma - è ancora Ricolfi a guidarci nella ricostruzione delle scelte compiute dai due Paesi per fermare il contagio - “la cancelliera anziché cantare vittoria invitata alla prudenza, e sottolineava la precarietà del risultato raggiunto”.

Poi è arrivata l’estate - da noi spostamenti smodati, discoteche riaperte, controlli forse pochi - più libera per tutti in tutta Europa. Dopo (nel nostro Paese complice anche la scelta di riaprire le scuole senza aver riorganizzato i trasporti pubblici sui quali gli studenti le raggiungono) la curva dei contagi ha ripreso a salire, gli ospedali ad affollarsi, le terapie intensive a saturarsi. La seconda ondata, in Italia come in Germania. Dove, però, la Merkel è corsa ai ripari prima di quanto lo abbia fatto il nostro allora presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Il nuovo lockdown voluto dalla cancelliera è scattato il 2 novembre, da noi è partito sette giorni dopo, il 9 novembre. In ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.