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Ancora Mes. Ancora litigi nel governo

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
Giuseppe Conte e Teresa Bellanova (Photo: ANSA)
Giuseppe Conte e Teresa Bellanova (Photo: ANSA)

“Quelle del Mes sono risorse che servono subito, non possiamo fare finta che non sia vero”. Teresa Bellanova combatte a Palazzo Chigi, dove Giuseppe Conte ha riunito i capi delegazione. Con loro anche Roberto Gualtieri, Enzo Amendola, Luigi Di Maio. C’è mezzo governo per un vertice necessario a fare il punto sulla miriade di dossier aperti che non possono essere più procrastinati. Il ministro dell’Economia è atteso il prossimo 30 novembre a un delicatissimo Ecofin, nel corso del quale con i collegi dell’Unione europea il tema sarà proprio la riforma del Fondo salva stati. È questo il motivo alla base della riunione. Una risoluzione dello scorso 11 dicembre impegna il governo a riferire in Parlamento su tutti i passaggi relativi al Mes. L’argomento scotta, e i 5 stelle temono che il dibattito si allarghi, proprio come succede nel vertice di governo, e che si rischi l’incidente.Perché l’intenzione dei pentastellati è quella di dare il via libera, sia pur a denti stretti, all’accordo di riforma, ma rimangono sulla ridotta del no nell’usufruire della linea di credito sulla sanità.

Ecco così che la sessione mattutina del vertice sembra un remake delle tante che si sono succedute negli ultimi sei mesi. Da un lato Italia viva a chiedere l’accesso alla linea di finanziamento per la sanità, dall’altro il Movimento 5 stelle che fa muro. Non è secondaria la partecipazione di Di Maio al tavolo, l’unico, almeno a sentire il Partito democratico, a poter prendere decisioni all’interno del Movimento 5 stelle senza correre il rischio di doversele rimangiare non appena la riunione di turno viene sciolta. Ma se Nicola Zingaretti, così come anche Giuseppe Conte, confidavano in un ammorbidimento delle posizioni, si sono dovuti ricredere: “Ne abbiamo già discusso - ha chiuso la porta l’ex capo politico -...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.