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Andare in vacanza quest'estate costa il 20% in più, ecco perché

Gaia Terzulli
·3 minuto per la lettura
Andare in vacanza quest'estate costa <br /> il 20% in più, ecco perché
Andare in vacanza quest'estate costa
il 20% in più, ecco perché

Secondo il TUI, 2,8 milioni di utenti hanno già prenotato le vacanze 2021, con il 70% di pagamenti in più al giorno. E hanno speso di più

Vacanze 2021: un miraggio? Forse. Per molti, più un’esigenza dopo mesi di confinamento e di rinunce. Lo dice il TUI, il più grande tour operator del mondo: milioni di utenti, soprattutto nel Regno Unito, hanno già prenotato viaggi per le prossime vacanze e hanno speso più di quanto fossero abituati a fare prima della pandemia.

IL FENOMENO IN CIFRE

Per la precisione, sono già 2,8 milioni i cittadini che hanno pianificato la loro estate 2021, il 44% in meno rispetto al 2019, ma oltre un quinto in più di quanti avevano prenotato viaggi tra metà giugno e ottobre del 2020. Un portavoce della compagnia turistica tedesca ha spiegato che la metà delle prenotazioni per quest’estate riguardano voucher e modifiche a viaggi già pianificati, ma anche che, nelle ultime settimane, il ritmo delle stesse prenotazioni è andato incontro a un’improvvisa accelerata. “Stimiamo un aumento delle transazioni giornaliere di circa il 70%”, ha detto il portavoce.

LE PRENOTAZIONI

Ma come funziona il processo? TUI chiede ai suoi clienti un acconto iniziale e consente, a chi abbia prenotato il proprio viaggio prima del 9 Febbraio 2021, di effettuare cambi gratuiti fino a 21 giorni prima della partenza. Quello che non prevede, sono gli sconti. Ma quest’anno, complice l’abitudine al risparmio di gran parte dei cittadini europei, “il prezzo delle prenotazioni è aumentato del 20% rispetto all’estate del 2019”, spiega Fritz Joussen, CEO di TUI. “Un rialzo dovuto al maggior numero di offerte su voli e alberghi e alla domanda di vacanze più costose, dato che per un anno molti sono rimasti a casa”.

UN'ESTATE CALDISSIMA... DI PRENOTAZIONI

Con i vacanzieri più propensi ad alleggerire il portafogli, gli incassi a fine stagione si prospettano allettanti. Lo dice, e spera, Joussen, anche alla luce di un’indagine condotta il mese scorso dal World Travel and Tourism Council, secondo cui molte delle principali compagnie di viaggio avrebbero già rilevato un netto aumento delle prenotazioni. “Prevediamo un’estate di viaggi intensi, dalla fine di marzo in avanti il settore si avvierà alla ripresa”, ha detto una fonte interna all’organismo.

QUALCUNO LA VEDE DIVERSAMENTE

Naturalmente, non per tutti le prospettive sono così rosee. Dopo che le nuove varianti del virus da Covid-19 hanno spinto molti Paesi a ripristinare le limitazioni sugli spostamenti, l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (WTO) ha dichiarato che “potrebbero volerci fino a quattro anni per vedere il turismo internazionale tornare ai livelli di due anni fa”.

LE LIMITAZIONI NEL REGNO UNITO

Il Regno Unito, che per il TUI è tra i Paesi col più alto numero di prenotazioni già effettuate per l’estate, ha annunciato proprio il 9 febbraio nuove regole per i viaggiatori provenienti da 33 Paesi, tra cui dieci giorni di quarantena obbligatoria presso gli hotel scelti per il soggiorno. Venendo meno alla regola, la multa potrebbe arrivare a 10.000 sterline e non è esclusa l’ipotesi della reclusione.

L'INCOGNITA VACCINI

Su tutto pende, però, l’incognita dei vaccini. In questo senso, sostiene Joussen di TUI, “è un bene che il Regno Unito sia stato così rapido a somministrare le dosi, perché è tra i Paesi in cui il nostro mercato va meglio”. Secondo le stime del Governo britannico, oltre dieci milioni di cittadini hanno già ricevuto la prima dose di vaccino, circa il 15% della popolazione. Cifra che include il 90% degli anziani con più di 75 anni.

RESTANO LE LIMITAZIONI

Tuttavia, da Downing Street non sono stati annunciati piani per allentare le restrizioni vigenti, né i Paesi dell’UE in cui valgono le stesse limitazioni accennano ad allentare la cinghia. Ragion per cui TUI prevede che molti cittadini prenoteranno le vacanze molto più tardi del solito. Le incertezze legate all’andamento della pandemia pesano non meno dei divieti.