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"Andavano cambiati gli orari delle città". Lo sfogo di Arrigo Giana, numero uno dei trasporti milanesi

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·2 minuto per la lettura
(Photo: Barcroft Media via Getty Images)
(Photo: Barcroft Media via Getty Images)

″È inaccettabile che oggi, dopo mesi in cui abbiamo ripetuto che il trasporto pubblico poteva diventare il collo di bottiglia se non fossero stati riprogrammati gli orari della città, delle scuole, degli uffici, ci si venga a dire che si chiudono scuole e attività produttive perché i trasporti si sono fatti trovare impreparati”. È lo sfogo affidato al Corriere della Sera di Arrigo Giana, presidente di Agens (l’Agenzia confederale dei trasporti) e numero uno di Atm, l’azienda dei trasporti milanesi. “Da aprile ho scritto a tutti gli stakeholder per chiedere dei tavoli di coordinamento e oggi vengono a dire che i trasporti si sono fatti trovare impreparati. È indecente”, denuncia Giana.

“Ci si è riempiti la bocca con gli scaglionamenti degli orari scolastici. Chi lo ha fatto? Ma pensate che il ministero dell’Istruzione abbia mai chiesto alle agenzie di trasporto cosa fosse necessario fare? A un certo punto ci hanno persino detto che in base all’indipendenza scolastica dovevamo metterci d’accordo con i singoli presidi. A oggi i presidi chiamano direttamente gli amministratori delegati delle aziende di Tpl perché non sanno a che santo votarsi. Né come Agens, né come Atm sono mai stato invitato a un tavolo se non a quelli del ministero delle Infrastrutture. Il ministero è l’unico che si è dato da fare. Altri si sono riempiti la bocca senza sapere nulla”.

Il presidente di Agens rivendica gli sforzi fatti, spiegando come il sistema del trasporto pubblico locale (Tpl) non sia espandibile oltre un certo limite:

“abbiamo messo in campo tutto quello che avevamo, usando i vecchi bus, non dismettendone altri, chiedendo straordinari al personale. Oltre un certo limite il Tpl non è espandibile. Bisogna mettersi in testa che in questa situazione il trasporto pubblico non è la variabile ma la costante data intorno a cui deve girare correttamente il resto”.

Secondo Giana, malgrado gli errori fatti, ”è necessario mettersi insieme, creare subito dei tavoli di coordinamento permanenti”. Altrimenti la storia del ‘farsi trovare impreparati’ è destinata a ripetersi, ancora e ancora.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.