Italia markets open in 7 hours 31 minutes
  • Dow Jones

    34.152,01
    +239,61 (+0,71%)
     
  • Nasdaq

    13.102,55
    -25,55 (-0,19%)
     
  • Nikkei 225

    28.868,91
    -2,89 (-0,01%)
     
  • EUR/USD

    1,0175
    +0,0004 (+0,04%)
     
  • BTC-EUR

    23.475,52
    -267,13 (-1,13%)
     
  • CMC Crypto 200

    569,15
    -2,76 (-0,48%)
     
  • HANG SENG

    19.830,52
    -210,38 (-1,05%)
     
  • S&P 500

    4.305,20
    +8,06 (+0,19%)
     

Anicav: al via campagna trasformazione pomodoro tra rincari e speculazione

Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 27 lug. (askanews) - E' partita con qualche giorno di anticipo la campagna di trasformazione del pomodoro, una filiera che con i suoi 3,7 miliardi di euro di fatturato nel 2021, di cui circa 2 miliardi derivanti dall'export, rappresenta la più importante filiera italiana dell'ortofrutta trasformata.

Per questa campagna di trasformazione, in Italia sono stati messi a coltura 65.180 ettari, con una riduzione dell'8,5% rispetto all'anno record 2021, di cui 37.024 nel Bacino Nord (-4,1% rispetto alla scorsa campagna) e 28.156 nel Bacino Centro Sud (-13,6% sul 2021). Sulla base di questi dati e considerando quanto fatto in media negli anni scorsi, si può prevedere una produzione tra 5,2 e 5,4 milioni di tonnellate.

Tuttavia questa campagna, sottolineano da Anicav, associazione nazionale dell'industria conserviera vegetale, arriva in un momento complesso in cui alla precoce maturazione dei frutti, conseguente alle alte temperature delle scorse settimane, che ha costretto gli stabilimenti produttivi ad anticipare la trasformazione, si uniscono tante incognite, dalla siccità, in particolare nel bacino Nord, alla difficoltà nel reperire manodopera stagionale sia nei campi che nell'industria, all'aumento dei costi delle materie prime, degli imballaggi primari e secondari e soprattutto delle risorse energetiche fino al crescente rischio di speculazioni.

"I rincari, che hanno raggiunto livelli senza precedenti non solo in termini di quantità ma soprattutto per la generalità degli elementi di costo interessati, hanno fatto lievitare enormemente i costi di produzione - dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav - Il comparto sarà messo a dura prova, ma restiamo fiduciosi confidando nelle capacità di resilienza dei nostri imprenditori che cercheranno, almeno in parte, di attutire le conseguenze di tali aumenti incidendo sui propri margini". "Ci preoccupa, ancor più, l'atteggiamento speculativo di una parte del mondo agricolo, già palesato in questo avvio di campagna, che rischia seriamente di mettere in discussione la sopravvivenza della filiera, in particolare nel bacino centro meridionale - aggiunge Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav - E' il caso di ricordare che l'industria, dopo mesi di trattative, ha riconosciuto un prezzo di riferimento del pomodoro al Nord e, ancor di più, al Centro Sud che non ha precedenti nella storia della contrattazione del pomodoro da industria e che rimane il più alto pagato al mondo".

L'Italia, specializzata nella produzione di derivati destinati al consumatore finale con i suoi impiegando 10.000 lavoratori fissi e oltre 25.000 lavoratori stagionali, è il secondo Paese trasformatore a livello globale dopo gli Stati Uniti e rappresenta il 15,6% della produzione mondiale e il 53% del trasformato europeo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli