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Ansia per Dybala, out anche Morata: ecco come Allegri ridisegna la Juve

·2 minuto per la lettura

Si ferma Paulo Dybala. Si ferma pure Alvaro Morata. E la Juve si trova senza attacco titolare, senza il numero 10 e senza il numero 9. Resta la vittoria, restano venti minuti di magie per la Joya, ma c'è poco o nulla da festeggiare, le lacrime di Paulo hanno di fatto condizionato tutto il pomeriggio bianconero. Poi bisognerà inevitabilmente aspettare gli esiti degli esami strumentali di lunedì mattina. Per Dybala si teme una lesione con entità da valutare e la prima sensazione è quella che porta a uno stop di almeno tre-quattro settimane, il problema è sempre a quella coscia sinistra che proprio non lo lascia in pace. Meno preoccupazione attorno alle condizioni di Morata, si era già fermato in tempo contro il Milan, questa volta invece il problema alla coscia destra lo costringerà allo stop almeno contro Chelsea e Toro: è questo il verdetto emesso da Max Allegri dopo la partita con la Sampdoria, se ne riparla per entrambi dopo la sosta nella migliore delle ipotesi.

SOTTO A CHI TOCCA – Allora la Juve deve cambiare. Per forza e non per scelta. Possibile ma non troppo che Allegri proceda alle staffette naturali: Kean per Morata, Kulusevski per Dybala. Un po' perché almeno un cambio là davanti se lo tiene per tradizione, un po' perché proprio ora fuori non può restare Federico Chiesa. Così, al di là del sistema di gioco adottato, sia che venga dirottato a sinistra, sia che venga (ri)lanciato da seconda punta, dovrebbe essere Chiesa ad agire al fianco di Moise Kean, con Juan Cuadrado di nuovo alzato sulla linea dei giocatori d'attacco e Dejan Kulusevski pronto a entrare a partita in corso. In ogni caso è questo il momento di lanciare risposte definitive, soprattutto da parte di Kean e Kulusevski: titolari o a gara in corso, la doppia sfida Chelsea-Toro li vedrà protagonisti e dovranno dimostrare di essere giusti per la Juve, pronti per Allegri. Che da un momento all'altro si ritrova a dover fare a meno di Dybala, attorno al quale stava costruendo tutto il progetto tattico bianconero. Per di più senza Morata, arrivato per la prima volta a vivere una stagione con il posto fisso senza troppe preoccupazioni. C'è Chiesa, ma non basterà: tocca a Kean e Kulusevski, insieme o uno alla volta.

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