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Antitrust: big company mettono in difficoltà il sistema mondiale

Glv

Roma, 11 set. (askanews) - Alcune big company internazionali "hanno raggiunto delle dimensioni tali, sia di fatturato sia di capitalizzazione in Borsa, da mettere in difficoltà l'intero sistema mondiale". Lo ha affermato il presidente dell'Antitrust, Roberto Rustichelli, secondo cui "c'è un problema serio e si sta discutendo di break up, cioè di frazionamento".

"Pare che i politici americani, democratici e repubblicani - ha spiegato Rustichelli ai microfoni di Sky Tg24 - siano favorevoli a un atteggiamento piuttosto severo nei confronti di Google ma più in generale delle big companies. In correlato a questo c'è ovviamente il tema della dimensione del mercato rilevante ai fini delle concentrazioni. In Europa si discute se il contesto debba essere solo quello europeo o si debbano mettere in condizioni le imprese europee di essere più concorrenziali con queste enormi società per fatturato e per capitalizzazione".

All'interno dell'Unione Europea, ha sottolineato il numero uno dell'Antitrust, c'è "un problema di malsana concorrenza fiscale. Una volta quando si pensava ai paradisi fiscali si pensava alle Cayman, a Panama, all'isola di Man e a Guernsey, oggi invece abbiamo i paradisi fiscali all'interno dell'Europa".

"L'Europa in questi decenni - ha aggiunto Rustichelli - ha consentito un benessere economico enorme agli europei proprio tutelando la concorrenza. Questo è un tema distorsivo che, soprattutto nelle classi meno abbienti, può creare una particolare avversione nei confronti del modello europeo. Se una multinazionale paga meno della metà delle tasse di un proprio operaio o impiegato crea una situazione di aperta conflittualità e l'operaio e l'impiegato non se la prenderanno con la propria company ma con il modello europeo".