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Antitrust Ue avvia indagine prodotti e servizi collegati con IoT

Voz/Loc
·3 minuto per la lettura

Roma, 16 lug. (askanews) - L'Antitrust europeo punta i fari sul settore dell'internet delle cose (IoT) offerto da prodotti e servizi destinati ai consumatori nell'Unione europea. La Commissione europea ha infatti annunciato una indagine su beni e servizi connessi a una rete e che possono essere controllati a distanza, ad esempio mediante un assistente vocale o un dispositivo mobile, come gli elettrodomestici o i dispositivi indossabili intelligenti e sistemi come Alexa di Amazon o Siri di Apple. Bruxelles ha inviato questionari a oltre 400 società. Sebbene si trovi ancora in una fase di sviluppo relativamente precoce, a Bruxelles vi sono timori e "indicazioni" da cui emerge che "certe pratiche aziendali potrebbero falsare strutturalmente la concorrenza". In particolare, nel mirino ci sono le restrizioni dell'accesso ai dati e dell'interoperabilità, come pure certe forme di "self-preferencing" e le prassi legate all'uso delle norme proprietarie. Secondo l'Ue gli ecosistemi IoT sono spesso caratterizzati da forti effetti di rete ed economie di scala che potrebbero far emergere rapidamente ecosistemi digitali e controllori dell'accesso ("gatekeeper") dominanti e presentare rischi di ribaltamento dei mercati. "L'internet delle cose per i consumatori è destinato a svilupparsi notevolmente negli anni a venire e a diventare di uso comune nella vita quotidiana dei consumatori europei. Immaginate - ha spiegato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza un frigorifero intelligente che vi faccia la lista della spesa, da scaricare poi sul vostro dispositivo intelligente per inviare l'ordinazione a un negozio che farà arrivare la merce fino alla vostra porta, la quale si aprirà automaticamente con una parola d'ordine. Le possibilità che si profilano sono infinite. Vista però la necessità di accedere a grandi quantità di dati utenti per imporsi in questo settore, dobbiamo fare in modo che gli operatori del mercato non si servano del loro controllo su tali dati per falsare la concorrenza o per escludere i concorrenti dal mercato. Un'indagine di settore ci aiuterà a capire meglio la natura e i probabili effetti di eventuali problemi di concorrenza in questo campo". Quest'indagine consentirà pertanto alla Commissione di raccogliere informazioni di mercato per comprendere meglio la natura, la diffusione e l'incidenza degli eventuali problemi di concorrenza e valutarli alla luce delle norme antitrust dell'Ue. L'indagine di settore, si legge, riguarderà prodotti quali i dispositivi indossabili (ad esempio smartwatch o dispositivi per il monitoraggio della forma fisica) e i dispositivi di largo consumo connessi utilizzati nell'ambito della domotica, come frigoriferi, lavatrici, smart TV, altoparlanti intelligenti e sistemi di illuminazione. L'indagine di settore raccoglierà inoltre informazioni sui servizi disponibili attraverso dispositivi intelligenti, come lo streaming di musica o video, e sugli assistenti vocali utilizzati per accedervi. Se dall'analisi dei risultati dovessero emergere specifici problemi di concorrenza, la Commissione potrebbe avviare indagini su determinati casi per assicurare la conformità con le norme dell'UE in materia di pratiche commerciali restrittive e di abuso di posizione dominante sul mercato (articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea — TFUE). Nelle prossime settimane la Commissione invierà richieste di informazioni a una serie di soggetti che operano nel campo dei prodotti e servizi IoT destinati ai consumatori in tutta l'UE. Le imprese interessate comprendono, ad esempio, produttori di dispositivi intelligenti, sviluppatori di software e prestatori dei relativi servizi. Ai sensi della normativa antitrust dell'UE, nell'ambito di un'indagine di settore la Commissione può chiedere alle imprese o alle associazioni di imprese di fornire informazioni, documenti o dichiarazioni. La Commissione prevede di pubblicare una relazione preliminare sulle risposte alla consultazione nella primavera 2021 e, successivamente, una relazione finale nell'estate 2022.