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Apo Conerpo chiude 2020 in lieve flessione per gelate e Covid

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Image from askanews web site
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Roma, 13 lug. (askanews) - Conferimenti in crescita rispetto al 2019 (+8,9%) ma grande carenza di prodotto destinato al mercato del fresco (-23%) con una contrazione del volume di affari del 6% a quota 653 milioni di euro, ottime performance delle orticole e del pomodoro da industria (+23,7% a volume) ma serie difficoltà per i frutticultori a causa degli enormi danni provocati da gelate, maculatura bruna e cimice asiatica con perdite fra il 90% e il 60% della frutta estiva: è un quadro complesso, quello dipinto dal bilancio 2020 di Apo Conerpo, la principale organizzazione europea di produttori di ortofrutta fresca con sede a Villanova di Castenaso (Bo) e che riunisce 50 cooperative e 6000 soci in tutto il Paese, la maggior parte in Emilia-Romagna.

"Il sistema Apo Conerpo, sia pur nelle evidenti difficoltà imposte dalla situazione, ha retto l'urto delle difficoltà - commenta il presidente Davide Vernocchi, riconfermato dal cda insieme al vice presidente Roberto Cera - Il 2020 è stato segnato da grandi criticità produttive, soprattutto per i frutticultori, ma ha visto Apo Conerpo scendere in campo in prima linea per cercare di tutelare la redditività dei produttori anche con strumenti coraggiosi e innovativi".

Nel 2020 Apo Conerpo ha raggiunto un conferimento complessivo di 972.794 tonnellate (+8,9% rispetto al 2019 ma -2,6% sul 2018): "Questo parziale recupero rispetto al 2019 - commenta Vernocchi - è frutto di buone rese produttive per gli ortaggi, in particolare per il pomodoro da industria a cui si aggiungono il +40% delle cipolle, +39% dei fagiolini, +26% dei piselli e +11% delle patate".

Scenario molto diverso quello della frutta: "siamo in forte sofferenza - sottolinea Vernocchi - Tra cimice asiatica, maculatura bruna e gelate, non riusciamo più a produrre quantità sufficiente a garantire un reddito in campagna. Nel 2020 la produzione di frutta è scesa a 266.944 tonnellate, -14% sul 2019 ma addirittura -30% sul 2018. E purtroppo il 2021 sarà ancora peggio". I dati rilevanti sono quelli delle drupacee, duramente colpite nel 2020: -92% per le albicocche, -83% per le nettarine, -79% per le susine, -55% per le pesche. Ma scarse sono state anche le produzioni di kaki e kiwi, -15/16% entrambi. "In parallelo - spiega Vernocchi - abbiamo avuto un recupero nella produzione di pere, +59%, ma questo incremento è dovuto solo alla scarsissima produzione del 2019".

"Pensavamo che il 2019 fosse un anno quasi irripetibile - conclude Vernocchi - poi abbiamo avuto il 2020 dove abbiamo perso i fra il 60% e il 90% della produzione di drupacee. Ora se ne aggiunge un altro, il terzo consecutivo, con una produzione di frutta falcidiata dal gelo: lo scenario e le prospettive che ci hanno lasciato le gelate di aprile sono estremamente difficili, ma abbiamo il dovere di reagire, con la massima determinazione e il massimo impegno".

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