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Arginare l'insidia del comunismo

Francesco Simoncelli
 

Il trentesimo anniversario della caduta della cortina di ferro coincide con una rinascita del comunismo e una deriva verso il socialismo. Un'amnesia collettiva sta vedendo un ritorno delle politiche fallite dell'Unione Sovietica in un partito laburista/marxista in Gran Bretagna. L'aumento del socialismo è espresso dai democratici statunitensi che si contendono le primarie.

Questo articolo spiega gli errori economici di base comuni ad entrambi. Chiarisce perché la proprietà statale dei mezzi di produzione non risolva il problema del calcolo economico in un'economia socialista. Spiega anche gli errori nella condanna socialista dei mercati liberi.

E infine sottolinea che pochissimi di noi si rendono conto di essere più socialisti di quanto pensiamo quando approviamo il controllo statale sul bene comune più importante: il denaro. Ma esiste una soluzione semplice: smettere di dare corda ai capitalisti clientelari.

Introduzione

Il passare del tempo significa che la maggior parte delle persone giovani, sotto i quaranta, non ha la minima idea di cosa fosse il muro di Berlino. Tra l'altro molte persone più anziane di tale età avranno dimenticato il motivo per cui venne abbattuto il muro di Berlino: gli stati comunisti nell'Europa orientale e nella vecchia Unione Sovietica non erano più in grado di reprimere il loro popolo. E le persone erano state represse perché la repressione della libertà personale è fondamentale per il successo del comunismo, il credo secondo cui le persone devono fare sacrifici per il bene comune. Oltre al passare del tempo, la parte scomoda che fa sì che le persone vogliano dimenticarne gli orrori è che il comunismo è la destinazione finale del socialismo moderno.

Da quando Lenin e i suoi bolscevichi salirono al potere, costrinsero la popolazione russa ad abbracciare il comunismo. Le persone persero i diritti sulla loro proprietà e la loro libertà personale, diventati entrambi proprietà dello stato. Furono comandati da pianificatori, amministratori e burocrati su ciò che potevano e non potevano fare. In assenza di incentivi personali, l'economia sovietica subì una rapida discesa e i burocrati che si trovarono di fronte allo stanziamento di risorse economiche finirono per creare eccedenze di beni inutilizzabili e indesiderati e carenze di ciò che invece si voleva. Nei loro sforzi per correggere questo disordine, le persone che il comunismo sosteneva di liberare dal giogo della borghesia furono incolpate e accusate di insubordinazione e uccise o deportate nei gulag. Nella sola URSS si stima che tra i venti e i sessanta milioni di persone siano morte di fame nei gulag o siano state giustiziate.

Le persone vivevano nella costante paura della polizia segreta e dei suoi informatori. Non sorprende che la caduta del muro di Berlino fosse accolta con grande gioia, la manifestazione visiva della libertà riconquistata.

Il motivo per cui dovremmo ricordare le atrocità del comunismo marxista e stalinista è che oggi sta venendo riproposto. Nel Regno Unito i marxisti/leninisti controllano il principale partito di opposizione e da ciò che si può vedere dall'altra parte dell'Atlantico, vari contendenti alla presidenza nel Partito Democratico stanno offrendo ai loro sostenitori una versione più morbida dello stesso credo socialista.

Alcuni osservatori affermano che la nostra amnesia collettiva su questioni così importanti sia dovuta ad un comportamento umano ciclico, ma più probabilmente ad un livello sorprendente di ignoranza generale, non curato dalla scarsa qualità del dibattito a livello politico. La ragione per cui le elezioni del 2017 sono andate male per Theresa May è che non ha per niente confutato le illusioni distruttive dei marxisti nel Partito Laburista, il che può essere spiegato solo dall'ignoranza sul perché il marxismo sia così disastroso dal punto di vista economico. Avrà dimenticato la vera ragione di quelle scene gioiose a Berlino trent'anni fa, o non ne ha capito il messaggio. Pur essendo una Tory in teoria e favorevole a mercati liberi, la sua politica sembra essere stata quella di un socialista cristiano, cosa comune a molti politici nell'UE.

Non era sola: l'intera istituzione politica britannica, come una pallida imitazione del politburo, è diventata una classe manageriale che crede più in sé stessa che nella responsabilità democratica. Questa, non il commercio, è la questione centrale dietro la Brexit. Ed è altrettanto vero per il Deep State in America, nonostante il presidente Trump ed i tentativi di spodestarlo. È una condizione condivisa da qualsiasi governo che afferma che il sacrificio della libertà personale è nel maggiore interesse del bene comune.

Il problema con Marx e le sue idee strampalate

Il socialismo moderno si basa sul marxismo, che nonostante tutte le prove della sua malvagità conserva ancora un ampio sostegno. Non solo gli studenti universitari di tutto il mondo hanno la tendenza a sostenere il socialismo, ma nel Regno Unito i sondaggisti stimano che una maggioranza sostanziale di docenti universitari preferisce un Partito Laburista/marxista rispetto ai conservatori. Non c'è da meravigliarsi se per molti decenni il KGB sovietico abbia reclutato così tanti utili idioti e spie dalle migliori università del Regno Unito.

Sembra incredibile che, contro ogni dato storico ed avanzamento della conoscenza filosofica, chiunque possa essere così babbeo da credere nella politica di Karl Marx, il fondatore del comunismo moderno e la base del socialismo moderno. Più di chiunque altro, attraverso le sue idee sbagliate, è colpevole, seppur indirettamente, della morte di circa cento milioni di persone nel secolo scorso e della severa repressione attraverso la schiavitù economica e sociale di un terzo della popolazione mondiale. E se includete anche quelli che hanno sofferto sotto il giogo del socialismo moderno di ispirazione marxista, la filosofia che dice che lo stato è più importante dell'individuo, potremmo dire che oggi quasi tutto il mondo è sotto l'influenza distruttiva di Marx.

La sua posizione filosofica è stata ampiamente espressa in una delle sue opere precedenti, Un contributo alla critica dell'economia politica, pubblicato nel 1859. Il principio fondamentale alla base del marxismo è affermato all'inizio della prefazione, dove definisce la sua logica deduttiva dalla dialettica hegeliana: “Non è la coscienza degli uomini che determina la loro esistenza, ma la loro esistenza sociale che determina la loro coscienza”. [1] In altre parole, l'organizzazione sociale ha la precedenza sull'individuo e quindi ne consegue che l'individuo sia subordinato all'organizzazione sociale.

Marx sosteneva che da questa logica ne derivava che le classi formate in base ad interessi materiali costringevano i membri di tali classi a pensare e ad agire nei loro interessi di classe ristretti e non indipendentemente nel loro interesse personale, non esistendo nulla del genere. Per Marx le ideologie si erano evolute su linee di classe, dove dominavano gli interessi della minoranza, la borghesia. E poiché la borghesia beneficia del lavoro del proletariato, è nel suo interesse mantenere represso il proletariato. L'accumulo di ricchezza nelle mani della borghesia era interamente dovuto allo sfruttamento del proletariato.

Il mondo di Marx era un mondo in bianco e nero, ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati. Come diceva Emmanuel Kant (1724-1804): "Se un uomo ha più del necessario, un altro uomo ha meno". [2] L'unico modo in cui questo errore apparente poteva essere corretto sarebbe stato attraverso il collasso del sistema capitalista, che ha portato a questi squilibri in primo luogo. La soluzione finale era una società senza classi, dove i mezzi di produzione sarebbero stati consegnati nelle mani del proletariato, ma amministrati per loro conto da un governo rivoluzionario. Diretto, ovviamente, dallo stesso Marx.

Il dogma marxista era ed è ancora pieno di idee strampalate. In parte ciò era dovuto allo stato della conoscenza umana quando Marx derivò il suo schema per il dominio del mondo, che costituì la base di qualsiasi dibattito dialettico. Negli stessi anni Darwin propose la sua teoria evolutiva, secondo cui l'uomo si era evoluto dagli animali e non era una specie a parte favorita da Dio. Ciò fu una manna per la filosofia marxista e fino ad oggi i marxisti sono atei.

Il tutto è avvenuto ancor prima dello sviluppo della psicologia di Sigmund Freud e Josef Breuer. In precedenza si pensava che tutti i cervelli umani fossero gli stessi, proprio come gli altri organi interni con funzioni specifiche. Si pensava che gli esseri umani differissero nella loro intelligenza, nella loro acutezza, mentre se osservati dall'esterno la scienza medica non era capace di spiegarlo. Si credeva persino che la malattia mentale fosse un disturbo proveniente dal corpo e non dal cervello, ed i suicidi erano regolarmente analizzati per stabilire quale organo ne fosse stato la causa. Per Marx, che attingeva dall'approccio dialettico di Hegel, sembrava quindi logico che siamo tutti uguali e che le ovvie differenze sociali dipendano dalla nostra educazione in una o nell'altra classe.

Non definì mai la classe, che è un concetto troppo scivoloso da definire. Invece separò l'umanità tra maggioranza sfruttata, il proletariato, e minoranza che controlla il proletariato, la borghesia. Si aspettava che alla fine il proletariato si sarebbe ribellato, costringendo la borghesia alla classe inferiore, ad essere governata da un'amministrazione socialista. Credeva che ciò sarebbe accaduto perché sotto il capitalismo l'impoverimento dei lavoratori era inevitabile, situazione che sarebbe sfociata in una rivoluzione dei lavoratori.

Tuttavia credeva anche nella legge ferrea dei salari, enunciata da David Ricardo. Secondo questa legge, i salari erano determinati dalla disponibilità di manodopera e dai pagamenti necessari per sussisterla. Salari più alti di questo livello base portavano ad un aumento della disponibilità di manodopera nel tempo, mentre salari Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online