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Arresto Genovese, polizia allertata da Roberto Bolle

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Alberto Genovese (fonte: Facebook)
Alberto Genovese (fonte: Facebook)

È stato Roberto Bolle, secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, nella notte tra il 10 e l'11 ottobre scorso, ad effettuare una delle due telefonate alla polizia (l’altra era di un’inquilina del condominio) per denunciare gli schiamazzi provenienti dall’appartamento di Alberto Genovese, il re mida di numerose start up, ora in carcere per sequestro di persona, violenza sessuale e spaccio di stupefacenti ai danni di una giovane di 18 anni.

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Genovese era solito organizzare festini rumorosi, soprattutto d’estate. Ma nonostante le numerose lamentele da parte dei vicini, l’imprenditore si presentava alle riunioni condominiali accompagnato dal suo legale, per cui nessuno è mai riuscito ad "adottare alcun provvedimento".

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Come riporta Il Corriere, la telefonata di Bolle durante l’ultimo party è partita all’1:30 di notte circa, quando le violenze di Genovese sono già iniziate da qualche ora. Solo il giorno dopo (dopo 18 ore di violenze) la ragazza è riuscita a liberarsi, fuggendo dal mega attico dell’imprenditore mezza nuda e in stato di shock, incontrando in strada una pattuglia della polizia. Genovese è stato incastrato dopo aver tentato, senza riuscirci, di cancellare le immagini delle telecamere che controllano tutte le stanze del suo appartamento.

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