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Artigiani Lombardia, Cgil-Cisl-Uil: 160mila in attesa di Cig

Mda
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Milano, 28 set. (askanews) - "Ora basta, bisogna dare tutto e subito a chi ha avuto di meno. Rifinanziare immediatamente gli ammortizzatori sociali dell'artigianato non a parole ma a fatti". Si chiude così la lettera aperta inviata da Cgil, Cisl e Uil Artigianato Lombardia al governo, al ministero del Lavoro e alle istituzioni competenti. I sindacati protestano per i ritardi nell'erogazione della cassa integrazione. "La Corte dei Conti pare abbia 'liberato' le risorse per la cassa integrazione dei lavoratori artigiani: per quali periodi? Il mese di maggio, giugno, forse?", si legge nella lettera. "Siamo praticamente ad ottobre: la situazione è intollerabile, fra pochi giorni 5 mesi di arretrati, che potrebbero essere 4, oppure 3, se risultassero fondate le indiscrezioni di stampa, comunque, anche nel migliore dei casi, una situazione francamente inaccettabile", affermano i sindacati. "Cosa possono fare un lavoratore artigiano una lavoratrice artigiana? Indebitarsi per vivere o vivere d'aria? Inscenare proteste disperate come disperata è la loro condizione materiale?", prosegue la lettera. "E' indecoroso e indegno che non si trasferiscano immediatamente tutte le risorse che sono state individuate per garantire la copertura degli ammortizzatori sociali - dicono i sindacati - Il Fondo Solidarietà Bilaterale dell'Artigianato è da tempo nelle condizioni di bonificare, ad ogni singolo lavoratore, tutte le competenze maturate sino a luglio ma le sue casse sono vuote, dai primi mesi della pandemia, quando ha provveduto a liquidare con tempestività tutto quel che aveva, oltre 250 milioni di euro, per far fronte alla fase iniziale dell'emergenza: da allora il vuoto delle casse e le difficoltà (prima) e l'impossibilità (ora) a far fronte agli impegni di pagamento nei confronti dei lavoratori sospesi, nonostante i decreti governativi abbiano individuato le risorse economiche necessarie". "Le lavoratrici ed i lavoratori artigiani - conclude la lettera - chiedono con forza, per nostro tramite, di essere considerati, di uscire dall'invisibilità di una condizione di marginalità sociale determinata non tanto dai numeri (160.778 addetti in attesa dei pagamenti) ma dalla insensibilità verso le condizioni materiali delle loro esistenze personali e familiari".