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Ascai, Com-Tec e Una: "Martella ci ascolti su previdenza"

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"Il mondo dei comunicatori è un mondo che cambia alla velocità della luce. E' difficile anche capire quanti sono e cosa intendiamo per comunicatori: abbiamo cercato di spiegare la composizione di questo universo al precedente sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria, ma poi il governo è caduto. E adesso non abbiamo ancora avuto il piacere di spiegarlo all'attuale sottosegretario, Andrea Martella. Per questo ora chiediamo un tavolo, dove possiamo finalmente essere ascoltati". Lo ha detto Andrea Cornelli, vicepresidente Una (Aziende della Comunicazione unite), a Roma, nel corso della conferenza stampa convocata dalla rete dei comunicatori.  

"Come comunicatori di impresa siamo una professione non regolamentata da un Ordine -ha aggiunto Maurizio Incletolli, presidente Ascai- ma rispondiamo ai contratti di settori. Qui sosteniamo il tavolo in rappresentanza di centinaia di comunicatori occupati nelle imprese italiane e non contro i giornalisti e il loro istituto di previdenza. Ma l'equazione 'comunicatore uguale giornalista' è priva di ogni fondamento, sul piano del diritto, sul piano professionale, sul piano lavoristico contrattuale'. 

Dello stesso parere Tiziana Sicilia, presidente di Com-Tec. "I comunicatori tecnici che qui rappresento -ha detto- sono tra le professioni più richieste dal mercato del lavoro: figure trasversali con altissime competenze che devono essere riconosciute".