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Asia, firmato RCEP guidato da Cina: nasce area economica free trade

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

Nonostante le limitazioni agli spostamenti imposti dalla pandemia, come programmato lo scorso anno, nasce in Asia la più grande area di commercio senza tasse doganali al mondo. Cina, ASEAN, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia, firmano il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP).

In totale sono oltre 16 le nazioni dell’Asia-Pacifico che hanno firmato il trattato durante il summit svoltosi in forma virtuale il giorno 15 novembre 2020.

Con la firma del RCEP nasce una grande area di libero mercato che comprende 2,2 miliardi di persone, e che in termini di PIL mondiale vale il 30% (26,2 trilioni di dollari USA).

Per Dato Lim Jock Hoi, Segretario generale dell’ASEAN, “la firma dell’accordo RCEP è un evento storico in quanto sostiene il ruolo dell’ASEAN nella guida di un accordo commerciale multilaterale di questa portata, nonostante le sfide globali e regionali”, si legge nel comunicato stampa.

Per giungere a questo accordo sono stati necessari otto anni di negoziati, che in una prima fase prevedevano l’ingresso anche dell’India, che ha in seguito scelto una strada protezionista sentendosi minacciata dalla costituzione del RCEP e dall’area di libero mercato che ora costituisce.

Anche gli Stati Uniti d’America ne facevano parte grazie alla lungimiranza dell’ex presidente degli USA Barack Obama. Purtroppo per gli Stati Uniti, Donald Trump nel 2017 ha scelto la via del protezionismo, si è barricato in casa ed ha portato il suo Paese fuori dall’accordo.

I risvolti del RCEP

Secondo Cnbc, la firma del RCEP, che comprende come scritto anche la Cina, rafforzerà il ruolo di Xi Jinping nell’area, ponendo la seconda economia mondiale in una posizione privilegiata per l’espansione del suo mercato.

Il RCEP abbatte i dazi doganali in una vasta area che va dall’Asia del Sud-est, all’Oceania.

I prodotti cinesi non saranno più soggetti a dazi verso Australia, Nuova Zelanda, Giappone e l’area dell’ASEAN. Allo stesso tempo anche queste nazioni tra loro potranno vendere i loro prodotti senza dazi esportandoli verso tutti i Paesi che fanno parte del RCEP.

RCEP: Il multilateralismo vince

La firma, avvenuta a distanza, del RCEP segna la vittoria del multilateralismo sul protezionismo e sulle scelte di alcuni stati di fare da soli uscendo da Unioni e Accordi internazionali.

La strada che con la firma del RCEP l’Asia indica è quella dell’unità, del fare insieme.

Il RCEP è molto più di un abbattimento dei dazi doganali alla frontiera. L’obiettivo è di favorire la nascita di un’area economica con collaborazioni internazionali, sviluppo della supply chain internazionale con regole standardizzate e anche un “arbitro” internazionale che si occupa di risolvere le eventuali controversie tra gli Stati membri.

Come funzionerà il RCEP

L’accordo migliorerà l’accesso al mercato grazie all’eliminazione delle tariffe doganali sul 65% dei beni scambiati tra i Paesi partner del RCEP.

Inoltre il business viene facilitato e diventa prevedibile grazie al fatto che i Paesi tra loro adottano regole comuni e certe, che tutti rispettano perché firmate dai rispettivi rappresentanti di Governo.

L’obiettivo del RCEP è invogliare le imprese a investire con fiducia nel nuovo mercato regionale, dal momento che potranno confidare in regole trasparenti e valide per tutti gli attori.

Con il RCEP i firmatari confidano nella generazione di nuovi posti di lavoro, e la costruzione di una nuova catena di fornitura e dei servizi.

Il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) si compone di 20 capitoli, 17 allegati e 54 schede con impegni presi in materia di accesso al mercato, regole e discipline, oltre a impegni sulla cooperazione economica e tecnica.

Sono i prodomi di una nuova area economica che, se dovesse funzionare, potrebbe dare vita a una larga Unione di Stati.

This article was originally posted on FX Empire

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