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Asili nido, in Italia 2 bambini su 3 non hanno accesso

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Due bambini sue tre in Italia non hanno accesso agli asili nido. E' uno dei dati che emergono dal Rapporto Employment and social developments in Europe (Esde) dell’Unione europea, presentato questa mattina all’Auditorium dell’Inapp a Roma alla presenza della sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Francesca Puglisi. 

Quest'anno il Rapporto, che rappresenta la principale relazione curata dalla Commissione europea sulle tendenze occupazionali e sociali in Europa, si è focalizzato in particolare sul sostegno alla famiglia e sugli investimenti sociali come l’accesso ai servizi per l’infanzia e all’educazione della prima infanzia, aspetti che per la Commissione europea "rendono le persone più produttive aumentandone il loro benessere" sul solco di quanto stabilito dall’Agenda strategica 2019-2024.  

All’incontro hanno partecipato anche il presidente dell’Inapp, Stefano Sacchi, il portavoce dell’Asvis, Enrico Giovannini, il presidente di Adepp, Alberto Oliveti, il presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza, e Chiara Saraceno, della Fondazione Collegio Carlo Alberto. L’Europa, si legge nel Rapporto Esde, ha invitato gli Stati membri "ad affrontare la questione della povertà ed esclusione sociale dei bambini attraverso l’integrazione di strategie volte a garantire l'accesso a risorse adeguate e servizi di qualità a prezzi accessibili". Lo ha fatto attraverso il pacchetto sugli investimenti sociali del 2013, la raccomandazione sugli investimenti per l’infanzia e la raccomandazione per l’efficienza e la qualità dei sistemi di educazione e cura della prima infanzia del 2019.  

L'Unione incoraggia in particolare gli Stati membri a "migliorare la disponibilità di assistenza all'infanzia di qualità, ad adattare i sistemi fiscali e previdenziali al fine di eliminare i disincentivi al lavoro e a sviluppare e distribuire congedi retribuiti tra donne e uomini un modo più equilibrato". Diversi Paesi tra cui l’Italia necessitano di politiche che garantiscano ai genitori e in particolare alle donne la possibilità di accedere al mercato del lavoro conciliandolo con il lavoro di cura.  

La metà degli Stati membri, tuttavia, non ha raggiunto i due obiettivi di Barcellona: garantire l'accesso agli asili nido ad almeno il 33% di bambini sotto i 3 anni, e garantire servizi per l'infanzia ad almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico. Mentre la scuola per l'infanzia consente all'Italia di raggiungere il target nella classe di età 3-6 anni, il nostro paese è ancora lontano da quello previsto per i bambini con meno di 3 anni.  

"L’Italia è in ritardo: leggendo il rapporto Esde -ha spiegato il presidente dell’Inapp, Stefano Sacchi- emerge come due bambini su tre nel nostro Paese non hanno accesso agli asili nido e anche per questo la legge di bilancio per il 2020 potenzia il bonus nido per le famiglie a basso reddito". "Allo stesso tempo, il Parlamento - ha aggiunto - sta discutendo la delega da assegnare al governo per la formulazione di un assegno unico per la famiglia e una dote unica per i servizi che dovrebbero sostituire una serie di misure esistenti e ridestinare le risorse attraverso scelte più mirate".  

"La platea potenziale di un assegno unico è di circa 6,7 milioni di famiglie con figli fino a 18 anni, più 3,9 milioni di famiglie con figli tra 18 e 26 anni; quella di una dote unica sino a 3 anni è di oltre 1,3 milioni di famiglie attenzione però all'offerta di servizi: se al Nord il problema è soprattutto di costi elevati dell'asilo nido, in buona parte del Mezzogiorno il problema è la carenza di posti", ha concluso.