Aspettando il dow - 10/12/2012

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Si prospetta un avvio di contrattazioni in rosso per i listini americani. Quando mancano circa due ore all'opening bell i future sulla Borsa di New York (Francoforte: A0DKRK - notizie) si muovono in territorio negativo: il contratto sull'S&P500 cala dello 0,20%, mentre quello sul Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) indietreggia dello 0,15%. -0,27% per il future sull'indice Nasdaq100. In una giornata priva di indicazioni macro in arrivo dagli Stati Uniti, l'attenzione degli operatori si concentrerà sulle vicende del Vecchio continente, e in particolare dell'Italia. A mettere sotto pressione i listini sono i recenti e inattesi sviluppi della situazione politica italiana, sprofondata nell'incertezza dopo che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha annunciato di volersi dimettere dopo l'approvazione della legge di stabilità. La reazione dei mercati europei, in primis la Borsa di Milano è stata negativa e lo spread tra Btp e Bund decennale è tornato a salire toccando i 360 punti base. E nelle ultime ore si torna a parlare anche del rischio contagio. Secondo il ministro dell’Economia spagnolo, Luis De Guindos, le incertezze in Paesi come l’Italia scatenano un effetto contagio sulla Spagna. L'appuntamento principale della settimana negli Usa è invece fissato mercoledì, quando si riunirà il Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, per decidere sulla politica monetaria. "L’ulteriore stimolo atteso dalla Fed per offrire sostegno alla crescita - commentano gli analisti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) - dovrebbe rappresentare un fattore di sostegno per la divisa statunitense, aiutandola a consolidare contro buona parte delle valute". Oltreoceano uno dei temi caldi resta quello del fiscal cliff. Sull'argomento si è espressa ieri anche Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale (Fmi). Nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn Lagarde ha dichiarato che la vera minaccia per l'economia statunitense non è l'Eurozona ma il fiscal cliff, la cosiddetta rupe fiscale che si aprirà a inizio 2013 con lo scatto automatico di tasse e tagli alla spesa in caso Casa Bianca e Congresso non riuscissero a trovare un accordo entro la fine dell'anno.

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