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Ass. Allevatori: fauna selvatica è tema da gestire

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Image from askanews web site
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Roma, 8 lug. (askanews) - Tutti insieme, e a migliaia, agricoltori, pastori ed allevatori sono tornati a manifestare con diversi "blitz" in contemporanea nelle principali piazze italiane e di fronte alle sedi istituzionali delle Regioni per dire "stop" alla proliferazione incontrollata di cinghiali e di fauna nociva nelle campagne italiane. I danni causati ai raccolti, ai pascoli ed agli allevamenti, spiega in una nota l'Associazione italiana allevatori (Aia) sono una piaga che sta assumendo numeri impressionanti ormai ovunque in Italia. Inoltre, i cinghiali, le nutrie e le altre specie di fauna selvatica nociva - non più oggetto di alcun controllo - sono pericolose anche per la popolazione civile, sia per ragioni sanitarie, sia perché sono quotidianamente causa di molti incidenti stradali con vittime e feriti.

A Roma, davanti Montecitorio, con il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e molti sindaci italiani, con giovani agricoltori e allevatori veramente esasperati da una situazione che si trascina da anni, si è svolto un "flash mob" per sollecitare i parlamentari nazionali e le Regioni ad attuare misure adeguate, efficaci e coerenti per il contenimento della fauna selvatica.

In piazza del Parlamento presente anche una delegazione di AIA, con il direttore generale Mauro Donda, mentre il presidente Roberto Nocentini ha partecipato alla manifestazione di Firenze, in Toscana, così come altri esponenti del mondo allevatoriale in altre città.

"Il problema cinghiali, contrariamente a ciò che molti pensano, non è solo una questione che riguarda agricoltori e allevatori - hanno affermato i rappresentanti di AIA - ma è un tema di corretta gestione faunistica ed ambientale. Oltre all'equilibrio degli ecosistemi, in gioco ci sono anche la salute pubblica e la salvaguardia delle attività e della vita nelle aree rurali. La presenza incontrollata di cinghiali, ad esempio, rende concreto il rischio di infettare gli allevamenti di suini italiani con la peste africana, così come è già accaduto in vaste aree dell'est Europa. Gli allevatori hanno diritto ad operare in tranquillità, continuando a garantire la salubrità delle loro produzioni in armonia con l'ambiente, senza dover pagare il conto per le inerzie e le gravi carenze delle Istituzioni".

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