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Assarmatori: taglio sussidi ai marittimi sarebbe dazio occulto

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Cernobbio (Co), 21 ott. (askanews) - "Oltre ai dazi derivanti dalle guerre commerciali, ci sono altri dazi occulti, molto pesanti che paghiamo senza ragione, o meglio a causa di una volontà autolesionistica della politica". Lo ha sottolineato il presidente di Assarmartori, Stefano Messina, intervenendo al Forum di Conftrasporto in corso a Cernobbio, in riferimento alla sforbiciata ai sussidi sul costo del lavoro dei marittimi italiani, che potrebbe essere inserita nella prossima Legge di Bilancio. Ad essere a rischio è una misura adottata vent'anni, fa al pari degli altri paesi europei, che ha rilanciato l'armamento nazionale, facendo raddoppiare il numero di navi battenti bandiera italiana e salvato e rilanciato l'occupazione. "Oggi, in nome di una confusa e maldestra filosofia green", ha detto Messina, "si vorrebbero ridurre quei sussidi, fino a cancellarli per imporre agli armatori una svolta ambientalista che in realtà da tempo sollecitiamo noi alle istituzioni".

"Visto che l'ambiente viene prima di tutto semmai - ha sottolineato Messina - non capiamo perché in Italia sia praticamente impossibile usare come carburante il Gas naturale liquefatto, che è ancora una fonte fossile, ma decisamente molto, molto meno inquinante. In Italia c'è il gas, ci sono i depositi, ci sono i bunker nei porti o ci sono i soldi per costruirli, ma mancano le regole per effettuare i rifornimenti. Le stanno elaborando due differenti tavoli tecnici insediati da due ministeri diversi, che peraltro tra loro non dialogano. E anche questo è un dazio pesante da pagare".