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Assegni ai figli: un padre disoccupato e indigente può non versarli

Fulvio Nebbia

Molto spesso i padri divorziati si vengono a trovare in grosse difficoltà economiche, per tutta una serie di motivi, diversi da storia a storia naturalmente, ma dei quali i più comuni sono in genere il dover cercare una nuova casa (della quale sostenere individualmente tutte le spese) e dover pagare gli assegni di mantenimento all'ex moglie e quelli per il mantenimento dei figli minori. Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi economica e così aumentano le storie di padri divorziati che sono costretti a dormire in macchina o a frequentare le mense di carità pur avendo un lavoro, in assenza del supporto effettivo da parte di uno stato sociale, che viene sempre più ridotto, e in un quadro generale in cui anche la famiglia di origine (che in Italia si è dovuta tradizionalmente sostituire alle carenze del welfare) si trova sempre più in difficoltà e spesso non può più garantire un sostegno adeguato.
Naturalmente la mancanza di lavoro peggiora ancor di più le cose e può portare all'insostenibilità totale degli obblighi verso ex moglie e figli. È quello che è capitato a un padre che percepisce come unico reddito il sussidio di disoccupazione e per questo non è stato in grado di versare per sei mesi l'assegno di mantenimento per il figlio minore. Condannato in sede penale, in primo grado e in appello, l'uomo si è visto invece riconosciute le sue ragioni dalla Corte di Cassazione, che ha accolto il suo ricorso e, con la sentenza 7372/2013, ha stabilito che bisogna verificare in questi casi l'entità del sussidio percepito dal padre e se questo sia l'unico reddito disponibile e quindi se l'uomo abbia la reale possibilità di dedicare una parte delle sue entrate all'adempimento degli obblighi verso l'ex moglie e il figlio "senza per questo mettere in gioco gli elementi minimi del proprio sostentamento". Secondo la Cassazione, la sola condizione di disoccupazione non è una motivazione sufficiente per giustificare il mancato adempimento degli obblighi da parte dell'uomo, ma bisogna valutare la reale condizione economica dell'interessato, valutazione che è mancata nei gradi di giudizio precedente. La documentazione presentata dall'imputato dimostra infatti che questo si trova in "difficoltà economiche tali da tradursi in un vero e proprio stato di indigenza economica".