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Assegno unico figli 2021-2022, Isee: come funziona

·4 minuto per la lettura

Assegno unico figli 2021, o assegno unico universale. E' legato all'Isee? Arriva nel 2021 o nel 2022? Previsto a gennaio, partirà da marzo 2022. Il contributo, per cui l'Inps ha chiarito l'iter relativo alla domanda, è destinato a tutti i nuclei familiari con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza sino al compimento deli 21 anni. Spetta anche per i figli inabili a carico, a prescindere dall’età.

L'agevolazione, legata all'Isee e di importo variabile, dovrebbe andare da un minimo di 40-50 euro a un massimo di circa 180 euro per figlio al mese, secondo le anticipazioni di Avvenire. La cifra è destinata a salire dal terzo figlio in poi per i livelli massimi.

Assegno unico, i requisiti:

- cittadinanza italiana o di uno Stato membro Ue; il richiedente può essere anche un familiare di un cittadino italiano o europeo, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; in alternativa, cittadinanza di uno Stato non appartenente all’Unione europea e possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;

- assoggettamento al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;

- residenza o domicilio in Italia, insieme con i figli a carico, per la durata del beneficio;

- residenza in Italia per almeno due anni, anche non continuativi; in alternativa, titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Assegno unico, a chi spetta

L’assegno unico spetta per i figli minori. Per i figli maggiorenni a carico, sino ai 21 anni, spetta a condizione che il figlio soddisfi almeno uno dei seguenti requisiti:

- frequenza di un percorso di formazione scolastica o professionale o di un corso di laurea;

- svolgimento di un tirocinio o di un’attività lavorativa limitata, con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale;

- registrazione come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro;

- svolgimento del servizio civile universale.

L’assegno spetta, senza maggiorazioni, anche per i figli disabili a carico che abbiano compiuto 21 anni, dunque senza limiti di età.

Assegno unico, come fare domanda

La domanda, evidenzia l'Inps, può essere presentata utilizzando i consueti canali: portale web Inps, utilizzando l’apposito servizio online tramite Spid, Carta di identità elettronica 3.0 (Cie), Carta nazionale dei servizi e Pin Inps rilasciato entro il 1° ottobre 2020; Contact Center Integrato; Enti di Patronato.

La procedura è estremamente semplificata, basta inserire codice fiscale dei figli minori e l’Iban su cui accreditare le somme, oltre ad avere un ISEE in corso di validità (che non deve essere allegato). Il pagamento sarà effettuato con accredito su conto corrente, bonifico domiciliato, carta di pagamento con Iban o libretto postale intestati al genitore richiedente.

A quanto ammonta l’assegno unico figli?

La legge stabilisce che l’accesso all’assegno unico e universale è assicurato per ogni figlio a carico con criteri di progressività, per un ammontare medio mensile:

- maggiorato dal secondo figlio in poi;

- maggiorato dal 30% al 50% in caso di figlio disabile under 21;

- maggiorato per le madri under 21;

- variabile in base alla situazione economica del nucleo familiare, come determinata ai fini Isee, considerando l’età dei figli a carico ed i possibili effetti di disincentivo all’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.

Assegno unico, come si riscuote

L’assegno unico e universale è concesso al 50% tra i genitori:

- sotto forma di credito d’imposta;

- in alternativa, come erogazione mensile di una somma in denaro;

qualora il nucleo familiare sia titolare di reddito di cittadinanza, l’assegno viene corrisposto congiuntamente a quest’ultimo (con cui è dunque compatibile), ossia attraverso la ricarica della carta Rdc.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno, in mancanza di accordo, è ripartito in pari misura tra i genitori.

L’importo è ridotto per i figli che raggiungono la maggiore età, i quali potranno richiederne la concessione diretta.

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