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Approvato l'assegno unico per figli, ecco tutto quello che c'è da sapere

Gaia Terzulli
·4 minuto per la lettura
Approvato l'assegno unico per figli, ecco tutto quello che c'è da sapere
Approvato l'assegno unico per figli, ecco tutto quello che c'è da sapere

In arrivo un bonus tra i 50 e i 250 euro per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni. Bonetti: "Valutiamo se aumentarlo"

Il 30 marzo il Senato ha approvato una legge che prevede l'istituzione di un assegno unico universale per i figli. A partire dal 1° luglio 2021 le famiglie potranno ricevere un contributo del valore massimo di 250 euro al mese per ogni figlio under 21.

UNA "SUMMA" DI VARI BONUS

Il decreto concentra in un’unica soluzione una serie di incentivi già esistenti per le famiglie – dal bonus bebè a quello per la natalità o l’adozione, dal bonus mamme all’assegno per il terzo figlio – e concede un premio tra i 50 e i 250 euro circa alle famiglie prossime al concepimento (dal settimo mese di gravidanza) e a quelle con figli fino ai 21 anni.

INCENTIVARE LA NATALITA'

L’obiettivo del provvedimento è soprattutto quello di favorire la natalità, che in Italia è stata letteralmente stroncata dalla pandemia: secondo l’Istat nel 2020 le nascite sono state solo 404.000, il record più basso dal 1861. Sostenere la genitorialità, dunque, ma anche l’occupazione, in particolare quella femminile, altra grande vittima della crisi economica.

CHI HA DIRITTO ALL'ASSEGNO

Vediamo ora chi ha diritto all’assegno unico per i figli. Il testo del decreto indica come destinatari tutti i cittadini italiani, dell’Unione europea, extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo e residenti in Italia da almeno due anni non continuativi. Quanto alle categorie professionali, hanno diritto al bonus i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, gli autonomi, i liberi professionisti e i disoccupati. Ogni beneficiario deve essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia e deve qui risiedere, con figlio o figli a carico, per l’intera durata dell’assegno. La somma è ripartita in egual misura tra i due genitori, anche quando questi siano divorziati con affidamento congiunto o condiviso. Nel caso in cui il figlio o i figli siano a carico di uno solo dei due coniugi, l’assegno viene erogato all’affidatario.

COME OTTENERE L'ASSEGNO UNICO

Si può scegliere se ricevere l’assegno sotto forma di erogazione mensile o di credito d’imposta. In entrambi i casi è cumulabile sia col reddito di cittadinanza che con la pensione di cittadinanza e viene corrisposto in un’unica soluzione comprensiva degli altri benefici. L’assegno è inoltre compatibile con eventuali altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, dalle province autonome e dagli enti locali.

QUANTI ANNI DEVONO AVERE I FIGLI

Entriamo ora nel merito dei figli a carico che, come detto, non devono superare i 21 anni. Per la fascia d’età compresa tra i 18 e i 21, il premio è ridotto rispetto a quello rivolto ai minorenni ed è vincolato ad alcune condizioni: il maggiorenne deve essere iscritto all’università o a un corso di formazione scolastica o professionale. Possono accedere al bonus anche i figli di 18, 19, 20 o 21 anni che svolgano servizio civile, tirocinio o attività lavorativa limitata a cui sia associato un reddito molto basso (il cui tetto, però, non è ancora stato fissato). Infine, hanno diritto all’assegno anche i figli under 21 disoccupati e in cerca di lavoro. Per favorire l’autonomia dei maggiorenni, il decreto prevede che questi possano riscuotere autonomamente il premio.

I FIGLI DISABILI

Nel caso di figli con disabilità, l’assegno verrà maggiorato – secondo un’aliquota non inferiore al 30% e non superiore al 50% e graduata in base alla classificazione dell’handicap – per ciascun figlio fino ai 21 anni. Nel caso in cui il ragazzo abbia superato i 21 anni il bonus verrà erogato senza maggiorazione.

LA CONDIZIONE ECONOMICA FAMILIARE

Per calcolare il valore effettivo dell’assegno, oltre all’età dei figli, la direttrice è data dalla condizione economica del nucleo familiare, individuata dall’indicatore Isee. Come detto, il bonus aumenta nel caso in cui il figlio sia disabile, ma anche dal terzo figlio in poi e se la madre ha meno di 21 anni. In totale, l’assegno si comporrà di una quota fissa e di una variabile. Quest’ultima verrà calcolata in base al numero dei figli, all’età di ciascuno di loro e all’indicatore Isee.

20 MILIARDI BASTERANNO?

Sulla modulazione dell’assegno in base al reddito, la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha spiegato che “i calcoli precisi li stiamo facendo al Mef. Ci sono 20 miliardi che sono stati già stanziati e dobbiamo ragionare se – dato che c’è stato un peggioramento delle condizioni economiche per le famiglie – non ci sia bisogno di aumentare quelle risorse”. Un calcolo sulla possibile maggiorazione dell’assegno è stato fatto nei giorni scorsi dal deputato Dem Stefano Lepri: “Con ulteriori 800 milioni, oltre ai 20 miliardi già stanziati, nessuno ci perderà. È chiaro che dovremo aggiungerli – ha chiarito il democratico – perché nessuno deve rimetterci, mentre la grandissima parte delle famiglie avrà vantaggi”.