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Assocarni: carne vitello è eccellenza italiana, sostenerla

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Image from askanews web site
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Roma, 7 ott. (askanews) - Sostenere il settore dell'allevamento del vitello a carne bianca, un settore storico nelle produzioni zootecniche, oggi particolarmente attivo e importante, grazie anche ai miglioramenti apportati negli ultimi anni, specialmente nell'ambito del benessere animale e dell'uso responsabile del farmaco. E' quanto emerso durante il convegno "La filiera del vitello un'eccellenza tutta italiana", organizzatp da Assocarni grazie al contributo non condizionato di MSD Animal Health: focus una discussione tra le filiere-chiave per il mercato del vitello - quella dell'allevamento da latte e quella dell'allevamento del vitello a carne bianca.

Essendo un allevamento tipicamente europeo (basti pensare che l'86% di questo tipo di produzione proviene da Italia, Olanda, Belgio e Francia), quello del vitello risponde ai rigidi controlli e alle best practice della rigorosa filiera europea. I metodi di produzione della carne di vitello nell'UE sono, infatti, soggetti a norme severe in materia di sicurezza alimentare, tracciabilità, autenticità, etichettatura, alimentazione e rispetto dell'ambiente. Non solo: il vitello è una delle filiere zootecniche che genera il maggior numero di posti di lavoro diretti e indiretti, stimati in circa 25.000 solo tra Paesi Bassi, Francia, Italia e Belgio.

Secondo il Quinto Rapporto Annuale dell'Organizzazione mondiale delle epizoozie (OIE - l'Organismo per la salute animale dell'ONU) recentemente pubblicato sugli agenti antimicrobici destinati agli animali da allevamento, si evidenzia già una diminuzione delle quantità di vendite di antimicrobici del 34% rispetto al 2015. Questo risultato conferma come, su questo tema, la filiera bovina italiana sia una delle filiere su scala globale ad aver già da tempo posto al centro della sua strategia una sempre maggiore attenzione al benessere degli animali come soluzione di mitigazione dell'uso di antimicrobici.

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