Italia markets closed
  • Dow Jones

    31.282,71
    -155,55 (-0,49%)
     
  • Nasdaq

    11.331,09
    -193,46 (-1,68%)
     
  • Nikkei 225

    27.049,47
    +178,20 (+0,66%)
     
  • EUR/USD

    1,0536
    -0,0050 (-0,47%)
     
  • BTC-EUR

    19.672,98
    -167,86 (-0,85%)
     
  • CMC Crypto 200

    450,72
    +0,66 (+0,15%)
     
  • HANG SENG

    22.418,97
    +189,45 (+0,85%)
     
  • S&P 500

    3.865,62
    -34,49 (-0,88%)
     

Associazione Grano Ucraino: "Sbloccare i porti con navi militari scorta"

(Adnkronos) - La guerra in Ucraina blocca l'export del grano, uno stop che sta già facendo sentire le sue pesantissime ripercussioni a livello globale. "L'Ucraina fornisce una grande quantità di grano al mercato mondiale. L'unica soluzione è sbloccare i porti", dice all'AdnKronos Mykola Horbachov, presidente dell'associazione ucraina del Grano, reduce dalla riunione di lunedì scorso con l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Sul tavolo, lo sblocco dei porti ucraini e dell'export del grano. "Quasi tutti i membri dell'Organizzazione hanno convenuto sulla necessità di insistere, a livello politico, sullo sblocco del grano e dei porti, l'unico Paese contrario è stato, ovviamente la Russia. C'è già un'esperienza che può essere presa come modello, che riguarda il Golfo di Aden dove è stato effettuato lo sblocco grazie all'intervento di navi militari. Tecnicamente, quindi, sarebbe possibile fare da scorta alle navi da carico con navi militari, europee o statunitensi. Non c'è un'altra soluzione se non lo sblocco dei porti - insiste Horbachov - Anche perché attualmente nei porti sono bloccate 25 milioni di tonnellate di grano del precedente raccolto; con il raccolto nuovo si aggiungeranno altre 30-35 milioni di tonnellate tra grano e colture oleose per un totale di circa 60 milioni di tonnellate di prodotto che dovrà essere esportato".

"Oltre 40 milioni di persone rischiano di restare senza cibo per colpa della Russia"

Intanto il blocco al granaio d'Europa rischia di innescare conseguenze gravissime sul fronte della sicurezza alimentare. "Da più di un anno l'Ucraina, attraverso gli accordi stipulati, si è presa l'impegno di fornire cibo al mondo attraverso l'export - spiega il presidente dell'associazione - Un obbligo a cui vogliamo adempiere, ma gli occupanti non ce lo permettono. La tensione che si è creata nel mondo e l'impatto di questa guerra si sentono e si vedono a migliaia di km di distanza. Bisogna sbloccare i porti o i Paesi in via di sviluppo pagheranno le conseguenze più pesanti. La Russia deve essere punita non soltanto per aver rubato il grano ma anche per aver distrutto tutti i canali logistici che permettevano di portare il grano nei vari Paesi e di sfamare le persone. A causa di questo, oltre 40 milioni di persone rischiano di restare senza cibo per colpa della Russia e questo può portare a morte e migrazioni con i danni maggiori che si prevedono per l'Africa".

Export 5 volte inferiore all'anno scorso e per il raccolto di quest'anno si prevede un calo del 40%

Con i porti e il grano bloccati, le conseguenze si fanno pesanti per tutto il settore e chi ci lavora. Se prima della guerra, "in media l'Ucraina esportava ogni mese, attraverso i suoi porti, 7 milioni di tonnellate di grano", ora, conflitto in corso, "esportiamo 6 milioni di tonnellate in meno di prodotto. Ad aprile siamo riusciti ad esportare per via fluviale e attraverso camion su strada 1.300.000 tonnellate, quindi praticamente esportiamo 5 volte meno rispetto all'anno scorso. Tutto questo impatta in maniera diretta sugli agricoltori - dice Mykola Horbachov - Il raccolto dell'anno scorso ammontava a 107 milioni di tonnellate tra grano e colture oleose. Avevamo pianificato di esportare 70 milioni di tonnellate, in quanto normalmente esportiamo i tre quarti dei raccolti. L'impatto negativo è diretto e colpisce la produzione. Se le aziende agricole devono rinunciare all'export come canale di vendita della propria produzione, questo avrà effetti negativi anche sulla semina e sul raccolto per l'anno successivo: prevediamo che il raccolto di quest'anno sarà di 65 milioni di tonnellate, praticamente un calo del 40% circa".

Il grano rubato che rischia di finire sul mercato venduto come russo

"Abbiamo registrato casi di furto del grano ucraino da parte di russi nei territori occupati, soprattutto nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, grano che è stato caricato sui camion e portato in Crimea, da dove hanno cercato di venderlo come grano russo proveniente dalla Crimea, ma tutti i trader e le organizzazioni mondiali sanno benissimo che in Crimea non c'è grano sufficiente per essere esportato, sanno benissimo che è grano rubato. Ad oggi gli occupanti ci hanno portato via già 400mila tonnellate di grano, calcolando che una tonnellata di grano costa 300 dollari, la cifra ottenuta dagli occupanti è decisamente cospicua".

di Stefania Marignetti

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli