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Assolombarda, Bonometti: servono decisioni rapide per rilancio

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 17 feb. (askanews) - Il 2020 del manifatturiero lombardo si chiude in negativo ma con un calo "più contenuto" rispetto alle aspettative iniziali. Ma per invertire la tendenza, secondo il numero uno di Assolombarda, Marco Bonometti, c'è bisogno di "decisioni rapide", in vista della "vera" ripresa che inizierà a partire da metà 2021 se la campagna vaccinale avrà successo e se saranno messe in campo "adeguate politiche pubbliche di sostegno ai settori più colpiti dalla crisi e ai settori strategici con un occhio di riguardo al credito delle imprese".

Nel 2020 in Lombardia la produzione ha perso il 9,8% rispetto all'anno precedente, il fatturato l'8,2% mentre gli ordini esteri si confermano traino dell'economia regionale. Se il sistema delle imprese della Lombardia ha retto grazie alla domanda estera lo stesso discorso non vale per il mercato interno che sembra non essersi mai ripreso dalla crisi finanziaria del 2008: nel 2020 ha perso l'8,9%. I dati dei singoli settori produttivi, prosegue Bonometti, testimoniano "difficoltà diffuse in maniera disomogenea": tutti i settori chiudono infatti l'anno con la produzione industriale negativa rispetto all'anno precedente. I settori meno penalizzati, in quanto essenziali anche durante i lockdown più duri, sono il food, la farmaceutica e la chimica. Il mercato del lavoro regionale continua a beneficiare del blocco dei licenziamenti confermando di fatto i livelli occupazionali (-0,3%) mentre si sta progressivamente, ma molto lentamente, riducendo il numero di aziende che fanno ricorso alla Cig. Rimane preoccupante la contrazione degli investimenti (-18,6 %).

"Salute, industria e lavoro - conclude Bonometti - sono ora le tre priorità determinanti affinché il mondo produttivo torni a crescere e creare benessere e ricchezza per territori e cittadini. Altrettanto importante la fiducia, indispensabile per iniziare la ricostruzione di cui necessita la nostra economia e per fare ripartire gli investimenti. L'auspicio è che il nuovo governo inizi da qui e si ponga da subito come obiettivo la ripartenza del sistema produttivo, dimostrando la capacità di decidere su misure rapide ed efficaci, affrontando quei nodi di competitività che per il Paese non sono più procrastinabili e che la pandemia ha reso ancora più critici a cominciare dalle riforme, dal credito, dalla digitalizzazione, dalle infrastrutture, dalla formazione. Tutti gli sforzi devono essere accompagnati dalla semplificazione di tutto il sistema Italia".