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Assolombarda: PIL Lombardia perde l'1% con restrizioni zona rossa

Titta Ferraro
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La seconda ondata di contagi Covid e il conseguente lockdown partito il 6 novembre hanno interrotto bruscamente la ripresa economia. Dal nuovo Booklet Economia di Assolombarda emerge che, conseguentemente alle chiusure e limitazioni adottate al fine di contenere la pandemia, a partire dalla fine di ottobre sono emersi i primi segnali del deterioramento dell’attività economica italiana. Per la Lombardia, indicata da subito come 'zona rossa', Assolombarda stima che il fermo imposto alle attività implicherà una perdita di oltre l’1% sul PIL regionale e almeno -0,3 punti percentuali sul PIL nazionale nel 2020. Inoltre, essendo peggiorato il quadro epidemiologico anche in paesi che rappresentano importanti mercati di sbocco per l’export delle imprese italiane, con tutta probabilità le aziende dovranno fare i conti con un rallentamento della domanda internazionale. Ciò potrebbe pesare soprattutto sull’economia lombarda, dove le esportazioni equivalgono a più del 30% del PIL e incidono per circa il 40% del fatturato delle imprese manifatturiere. Per quanto riguarda i dati sulla mobilità, gli spostamenti delle persone tornano in area negativa rispetto all’avvio di quest’anno: -17% in Lombardia nella rilevazione del 6 novembre, con un’intensità maggiore nelle aree di Milano (-25%) e Monza e Brianza (-22%), più sotto pressione dall’emergenza sanitaria, e una variazione minore a Lodi (-10%) e Pavia (-6%). Inoltre, l’ulteriore adozione dello smart working da parte delle aziende ha influito sulla riduzione degli spostamenti per motivi di lavoro: -38% in Lombardia il 6 novembre, rispetto al -22% di metà ottobre.