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Asstel alza scudi, no tasse su Sim Business

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Avanza l'ipotesi di una tassa sulle Sim Business dei telefonini e Asstel alza gli scudi scandendo la sua "assoluta contrarietà" a "nuove imposizioni". L'Associazione confindustriale della filiera delle tlc sottolinea che "il settore delle telecomunicazioni in Italia ha subito e continua a subire gravi perdite di valore, a causa di un mercato iper-competitivo, dei costi delle frequenze, e di regolamentazioni e normative penalizzanti". Dunque, il settore "non sopporterebbe un ulteriore aggravio, che si trasferirebbe inevitabilmente dai consumatori tassati ai bilanci delle imprese, già impegnate in rilevanti operazioni di riduzione dei costi, necessarie per compensare la contrazione di ricavi e margini". 

"Un nuovo tributo a carico delle linee mobili 'business', oltre ad aggravare la situazione attuale, arrecherebbe -avverte Asstel- un danno gravissimo alla diffusione delle tecnologie digitali nelle imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, tra i professionisti, gli artigiani e i commercianti: un effetto pesantemente negativo per tutti coloro che lavorano e creano sviluppo". Tutto ciò, sottolinea ancora l'associazione di imprese, "ostacolerebbe la diffusione delle soluzioni digitali più innovative - Internet of Things - che prevedono l’impiego di un grande numero di Sim, con un volume unitario di traffico di limitate dimensioni e valore: un servizio che diventerebbe del tutto antieconomico con l’imposizione di un simile tributo".  

Asstel ritiene infine che "una tassazione delle Sim business, in definitiva, non solo danneggerebbe pesantemente un pezzo cruciale dell’industria italiana, ma metterebbe in questione la trasformazione digitale del Paese, obiettivo che tutti - a partire dal governo - affermano di voler perseguire con forza. Per questo ci auguriamo che le notizie apparse questa mattina sulla stampa vengano smentite con decisione e in via definitiva".