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Assunti 529 nuovi dirigenti scolastici, tra questi non c'è la ministra Azzolina

Claudio Paudice
·3 minuto per la lettura
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

È stata pubblicata l’assegnazione dei nuovi nominati per scorrimento di graduatoria per i presidi per l’anno scolastico 2020/21: nell’elenco non figura la ministra Lucia Azzolina, poiché collocata oltre la posizione n. 2.492, ultimo posto assegnato in ruolo. Ne dà notiza l’Udir, sindacato dei dirigenti scolastici. Qualche giorno fa ha destato più di una polemica il via libera dato dal Ministero dell’Istruzione all’assunzione di oltre 450 dirigenti scolastici, vincitori del concorso del 2017. Tra loro anche il nome della ministra Lucia Azzolina che, all’epoca, era deputata dei Cinque Stelle e membro della commissione Cultura della Camera.

In base all’elenco diffuso dal ministero dell’Istruzione, fa notare la rivista Orizzonte Scuola, sono “numerose le assegnazioni nella prima regione scelta, ma ci sono anche docenti che dovranno spostarsi nella regione indicata come scelta n. 10, 13 o 14”. Complessivamente, “il MEF ha autorizzato 529 nomine. Di queste 458 riguardano la procedura concorsuale di cui al DDG 1259/2017; 29 i soggetti inclusi nella graduatoria di merito ex DDG 13 luglio 2011, 42 corrispondono a richieste di trattenimento in servizio ex articolo 1, comma 87 della Legge n. 208/2015”.

I candidati utilmente collocati nella graduatoria del concorso Dirigenti Scolastici hanno indicato l’ordine di preferenza tra le 18 regioni disponibili esclusivamente tramite POLIS entro il 10 agosto scorso: i vincitori sono assegnati ai ruoli regionali sulla base dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun USR. I vincoli del Decreto direttoriale del 23 novembre 2017 sono quello di permanenza triennale nella regione di assegnazione e di mobilità interregionale, derivanti dall’art. 9, comma 4 del CCNL Area V del 15/7/2010 e successive modifiche. A questo proposito, i sindacati hanno chiesto un incontro.

Udir ritiene, a questo proposito, che il vincolo triennale di permanenza nella regione assegnata debba necessariamente essere superato: i problemi oggetti dovuti all’emergenza epidemiologica e le condizioni di disagio personale o familiare che in certi casi vivono i lavoratori, in questo caso dei presidi, non possono essere ignorati a favore di una rigida e illegittima norma. In presenza di posti vacanti e disponibili, l’amministrazione scolastica non può esimersi dal considerare lo spostamento motivato del dirigente scolastico. Inoltre, il giovane sindacato ritiene che debbano essere stabilizzati, sempre in presenza di posti liberi, tutti gli idonei dei concorsi, sempre sulla base delle graduatorie venutesi a costituire.

“Per un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir - ripartire con le lezioni, nell’anno del Covid, senza il proprio dirigente scolastico è una mancanza gravissima. Non comprendiamo come mai non si sia proceduto alla copertura totale delle dirigenze, visto che ve ne sono diverse centinaia che continuano ad essere libere. Continuare a coprirle con reggenze, affidandole quindi a dirigenti scolastici che hanno già il loro bel da fare con in media 5-6 plessi a testa, rappresenta un errore di fondo che compromette la funzionalità del servizio formativo delle scuole coinvolte”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.